Roma, 29 ottobre 2020 - Nessun uomo riuscirà mai a offendere una donna come un’altra donna. Noi sappiamo. Conosciamo il punto esatto in cui potremmo spezzarci. È lì che andiamo a colpire. Eva contro Eva, film di Mankiewicz uscito nel 1950, è fresco anche 70 anni dopo: siamo in un alveare, api armate di pungiglione. E non tutte, non sempre, non dichiaratamente. Ma quando la guerra tra femmine è dichiarata non si fanno prigionieri. Berlusconi che dà alla Merkel della culona eccetera finisce nel folclore politico e lascia indifferente la matura signora. Se invece a misurare la stazza è una...

Roma, 29 ottobre 2020 - Nessun uomo riuscirà mai a offendere una donna come un’altra donna. Noi sappiamo. Conosciamo il punto esatto in cui potremmo spezzarci. È lì che andiamo a colpire. Eva contro Eva, film di Mankiewicz uscito nel 1950, è fresco anche 70 anni dopo: siamo in un alveare, api armate di pungiglione. E non tutte, non sempre, non dichiaratamente. Ma quando la guerra tra femmine è dichiarata non si fanno prigionieri.

Berlusconi che dà alla Merkel della culona eccetera finisce nel folclore politico e lascia indifferente la matura signora. Se invece a misurare la stazza è una femmina che magari si dice anche amica – e basta un semplice sguardo – dalla Merkel in giù sentiamo tutte scricchiolare l’autostima. Ci fa stare meglio? No. È revanchismo da disperate. Ma è più forte di noi, che ora siamo qui a raccontare quanto sono cattive le altre. Prendiamo l’ultimo caso di una lunga lista. Lindsey Vonn, pluricampionessa di sci, pubblica foto delle vacanze in cui la spensieratezza del momento ha la meglio sul bisogno di trovare l’inquadratura giusta. In una è seduta e il suo pancino si piega e si arrotola secondo le regole della fisica. Altra immagine, di schiena. Dal bikini straripa un’atletica chiappetta e con la complicità della luce (Chiara Ferragni su questo ha lasciato un trattato definitivo) viene evidenziato il peccato originale di chi ha qualche estrogeno in corpo: la cellulite. È a quel punto che l’ape si scatena. Dopo anni inutili passati a limare la materia, la donna da social si vendica e fa scattare il bodyshaming: ah, ma allora anche lei. Non si vergogna? Nessun uomo si sognerebbe mai di attaccarla dicendo: "Pensa di essere più attraente di quello che è". Un uomo ricorda i successi sportivi e se proprio deve esagerare pensa a quanto sia carino quel lato B, ad avercene. La donna da social ingannata dall’estetista entra subito in competizione, come il fenomeno che strilla: "Ho 60 anni, ho partorito due bimbi e sono meglio di lei". Tanto livore per nulla. O per moltissimo, come preciserebbe un bravo professionista invitando la 60enne a elaborare il senso di inferiorità senza passare da un’autoaffermazione patetica.

La Vonn si sente in dovere di rispondere e prende 300mila like. Riflette: "Non sono una taglia zero e per me va bene. Una cosa che posso assicurare a tutti voi è che non ho mai modificato le mie foto con Photoshop e ne sono orgogliosa. Non ho mai subito chirurgia plastica. Niente Botox, filler, mini interventi chirurgici. Letteralmente niente. Sono 100% naturale". Ammette che a volte fa male sentire la gente fare a pezzi il tuo corpo. Però zitti tutti: "È grazie a questo corpo che ho fatto cose incredibili". Respinge il bullismo femminile con eleganza quando potrebbe domandare i risultati concreti di altri corpi restaurati dal chirurgo. Poi rivolge un invito a chiunque sia avvilito per il proprio aspetto fisico: "Siate forti, sani, amate voi stessi". Se gli hater sono diversamente stronzi in base al sesso, lei che è una signora sorvola.