6 feb 2022

"’La vita è bella’ fa paura" E ritirano i figli da scuola

Milano, i genitori in rivolta: "Non mostrate il film di Benigni ai nostri bimbi" Polemiche davanti all’istituto, intervengono i carabinieri. Il sindaco: assurdo

monica autunno
Cronaca
Roberto Benigni e Giorgio Cantarini in una scena del film «La vita è bella»
Roberto Benigni e Giorgio Cantarini in una scena del film «La vita è bella»
Roberto Benigni e Giorgio Cantarini in una scena del film «La vita è bella»

di Monica Autunno GESSATE (Milano) "La vita è bella" di Roberto Benigni? "Inadatto ai bambini troppo piccoli". Un gruppo di genitori di bimbi di quinta elementare prima scrive alla preside e poi, non ottenuta risposta, si presenta davanti a scuola il giorno della proiezione. Volano parole grosse, e arrivano persino i carabinieri. È accaduto a Gessate, in provincia di Milano, all’esterno dell’Istituto comprensivo Alda Faipò. Sei bambini sono stati riportati a casa dalle famiglie. Quanto basta per scatenare una bufera. Nell’istituto erano in programma iniziative per affrontare con i bambini le tematiche relative al Giorno della memoria sull’Olocausto. Tra queste, la proiezione di alcune pellicole, non certamente scelte a caso, ma tra quelle consigliate dal ministero dell’Istruzione per le fasce d’età specifiche. Fra i titoli "Il bambino con il pigiama a righe" e, appunto, il pluripremiato "La vita è bella" di e con Roberto Benigni. Circa una settimana fa la mail, inviata alla direzione didattica da parte di dodici genitori di una classe di quinta elementare. Il succo, l’invito alla dirigenza a sospendere le proiezioni o a trovare attività alternative per i bambini. "Diversi genitori sono estremamente attenti alla fruizione dei contenuti da parte dei figli, e conoscendo entrambe le pellicole, le ritengono inidonee alla visione da parte dei bambini. Facciamo notare che “Il bambino con il pigiama a righe“ ha un visto di censura che lo consiglia ai maggiori di 12 anni, “La vita è bella“ è classificato per tutti ma consigliato a un pubblico superiore ai 13 anni", hanno scritto i genitori. Nel mirino i contenuti ritenuti forti che, "non fatti fruire nella maniera ideale, rischiano non solo di non sensibilizzare, ma di ottenere il risultato contrario, sclerotizzando l’emotività del bambino". Alla missiva dei genitori non era arrivata risposta da parte della dirigente scolastica Regina Ciccarelli. E l’altra mattina, giorno ...

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