Davide Nitrosi La realtà non può essere omessa. In Italia l’85% degli over 12 è vaccinato. Gli altri no. E fra gli altri ci sono alcuni milioni di lavoratori. Un numero che non va ignorato. Il governo ha il dovere di decidere, la democrazia è fatta di scelte che non sono mai unanimi. Scontentare qualcuno non è negare la libertà. Tuttavia la scelta di non vaccinarsi non è un reato o un illecito. Il vaccino è...

Davide

Nitrosi

La realtà non può essere omessa. In Italia l’85% degli over 12 è vaccinato. Gli altri no. E fra gli altri ci sono alcuni milioni di lavoratori. Un numero che non va ignorato. Il governo ha il dovere di decidere, la democrazia è fatta di scelte che non sono mai unanimi. Scontentare qualcuno non è negare la libertà. Tuttavia la scelta di non vaccinarsi non è un reato o un illecito. Il vaccino è l’unica soluzione, ma è un dato di fatto che una certa percentuale di italiani non intende a farlo. Per motivi vari. Si può provare a convincerli, ma occorre anche interrogarsi se l’attivazione del Green pass per accedere ai luoghi di lavoro non debba essere accompagnata da misure per impedire il cortocircuito che si annuncia. I portuali senza vaccino, il 30% dei poliziotti dei reparti mobili non coperti da nessuna dose, molti lavoratori dei trasporti privi di pass.

O rendiamo obbligatoria la vaccinazione, o prendiamo atto che una parte di italiani continuerà a preferire il tampone. Che fare? Siamo in un cul-de-sac? Draghi non potrà mai fare marcia indietro, sarebbe un errore, perché comunque ha dato una chiara indicazione sui vaccini e un messaggio preciso. Impossibile però non essere altrettanto pragmatici per impedire che alcuni comparti economici si blocchino, con riflessi pesanti sulla ripresa (pensiamo ai trasporti, alla logistica e alle conseguenze sui prezzi dei prodotti in vendita). Bisogna facilitare l’accesso ai tamponi. Il punto non è solo finanziario. (chi li paga? per capirsi). Il nodo è l’accessibilità, l’estensione dei punti che eseguono i test. Le farmacie, ad esempio: non potranno garantire turni nei festivi e fino a tarda ora senza sostegni. E perché non estendere il limite dalle 48 alle 72 ore? Non è una concessione ai no vax, né

una resa. La norma di base resta efficace. La salute pubblica è fondamentale, i ricatti non si accettano, ma la tutela del lavoro e della logistica in una fase economica delicata è un argomento di cui tenere conto. Il passaggio è stretto, ma la saggezza del governante si vede in questi passaggi.