Domenica 21 Luglio 2024
NINA FABRIZIO
Cronaca

La verità sul caso Orlandi, Il fratello sentito in Vaticano. "Adesso tirate fuori i dossier"

L’uomo faccia a faccia per oltre sette ore col procuratore d’Oltretevere. Il legale della famiglia: spero sia la svolta

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela

Roma, 12 aprile 2024 – «Adesso vedremo se salteranno fuori i dossier impolverati". Saranno indagini di archivio e "auspicabilmente anche con l’aiuto di chi è ancora vivo", quelle aperte su Emanuela Orlandi in Vaticano. Per la prima volta il fratello di Emanuela, Pietro, insieme all’avvocato Laura Sgrò, ha incontrato ieri il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che alla fine dello scorso anno ha riaperto l’inchiesta sulla scomparsa – il 22 giugno di 40 anni fa – della quindicenne figlia di un commesso della prefettura della Casa pontificia. È stato un lungo colloquio, durato oltre sette ore, fortemente auspicato da Pietro e dai rappresentanti della famiglia, su quello che è diventato uno dei maggiori casi irrisolti della storia italiana e vaticana, e sul quale il fratello della ragazza misteriosamente scomparsa ha sempre sostenuto che Oltretevere c’è ancora chi conosce la verità.

Arrivando nel primo pomeriggio in auto insieme all’avvocato Sgrò Pietro Orlandi si è detto "fiducioso" sull’incontro che, come ha spiegato più volte, attendeva da due anni, convocato dal magistrato vaticano anche a seguito della serie di denunce della famiglia. "Il grande giorno è arrivato ora vediamo come va", ha detto ai giornalisti in attesa, aggiungendo apprezzamenti molto positivi sulle dichiarazioni rilasciate dal pg Diddi a mezzo stampa.

“Abbiamo depositato una memoria, il pm sta facendo il suo lavoro, credo che siano in una fase di approfondimento di questa memoria e della documentazione rilasciata in precedenza", ha detto in serata la Sgrò. Pietro Orlandi ha incontrato Diddi in qualità di ’persona informata sui fatti’, "per questo la mia presenza non è prevista". Ha quindi aggiunto che si augura che dall’attività di indagine del pg vaticano ora "saltino fuori i dossier". "Il promotore sta facendo il suo lavoro" ha anche commentato, "sicuramente è un momento importante dopo tanti anni anche dopo le parole che abbiamo letto in cui il promotore diceva che il Santo Padre ha dato piena libertà nelle indagini".

“L’augurio nostro - ha proseguito – è che finalmente si possa fare luce su questa vicenda e che si possa davvero scrivere una pagina di storia. Questo lo dico anche da cittadina perché oggi ho letto della volontà del promotore di voler collaborare anche con la giustizia italiana e questa è storia: sarebbe la prima volta nella storia italiana in cui il Vaticano e l’Italia, avvalendosi del Concordato, davvero in uno scambio reciproco possano mettere a disposizione l’uno dell’altro gli elementi che hanno a disposizione, per Emanuela, per questa famiglia nonostante siano passati 40 anni".

“Speriamo che la giornata di oggi (ieri, ndr) sia fruttuosa, come auguriamo che tutto il lavoro del promotore possa essere fruttuoso e che questa giornata possa essere presa di grande auspicio per il Senato che deve ancora calendarizzare il voto per la commissione di inchiesta, noi siamo fiduciosi che possa avvenire entro la fine del mese", ha detto ancora la legale della famiglia Orlandi. Nella memoria, ha spiegato l’avvocato, "abbiamo raccolto un po’ di elementi da un po’ di tempo a questa parte, sono frutto di un lavoro di indagini difensive, l’abbiamo messa a disposizione del promotore ora tocca a lui fare le indagini adeguate, valutare la fondatezza e la completezza e soprattutto rimettere insieme tutti i pezzi del puzzle. Questa mattina (ieri mattina, ndr) abbiamo letto pure che avrebbe trovato delle carte impolverate e questa cosa è bella visto che fino a questo momento il Vaticano ha sempre detto di non avere fascicoli e incartamenti quindi siamo fiduciosi nelle carte impolverate".