In India solo ieri si sono contati 2.767 morti. Nella foto, persone in preghiera prima della cremazione dei cadaveri a Nuova Delhi
In India solo ieri si sono contati 2.767 morti. Nella foto, persone in preghiera prima della cremazione dei cadaveri a Nuova Delhi
di Alessandro Farruggia Disastro India. Il numero dei positivi al Covid 19 segna nuovi record da quattro giorni, ieri sono stati ben 349.691, per un totale che sale a 16,9 milioni. Solo ieri si sono contati 2.767 morti (192.311 da inizio pandemia), in pratica uno ogni quattro minuti nella capitale, dove il tasso di positività è schizzato al 30%. In molte città le vittime vengono cremate in roghi improvvisati. Il picco di questa ondata è atteso tra non prima di 3 settimane e tutti gli addetti ai lavori ritengono che il numero dei contagiati e dei morti sia di molto superiore alle stime ufficiali. Il mondo è preoccupato e avvia una doppia strategia: inviare aiuti e ridurre le...

di Alessandro Farruggia

Disastro India. Il numero dei positivi al Covid 19 segna nuovi record da quattro giorni, ieri sono stati ben 349.691, per un totale che sale a 16,9 milioni. Solo ieri si sono contati 2.767 morti (192.311 da inizio pandemia), in pratica uno ogni quattro minuti nella capitale, dove il tasso di positività è schizzato al 30%. In molte città le vittime vengono cremate in roghi improvvisati. Il picco di questa ondata è atteso tra non prima di 3 settimane e tutti gli addetti ai lavori ritengono che il numero dei contagiati e dei morti sia di molto superiore alle stime ufficiali.

Il mondo è preoccupato e avvia una doppia strategia: inviare aiuti e ridurre le occasioni di trasmissione da quel Paese. Per evitare di importare il virus dall’India il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza che vieta l’ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in quel paese. "I residenti in Italia – ha spiegato – potranno rientrare con tampone in partenza e all’arrivo e con obbligo di quarantena. Chiunque sia stato in India negli ultimi 14 giorni e si trovi già nel nostro Paese è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i dipartimenti di prevenzione. I nostri scienziati sono al lavoro per studiare la nuova variante indiana, ma non possiamo abbassare la guardia". La variante indiana è caratterizzata da una duplice mutazione della proteina Spike. E proprio questa particolare ‘mutazione tandem’ sarebbe alla base di una sua maggiore trasmissibilità, anche se gli studi sono in corso e manca ancora una conferma definitiva. "La presenza dei lavoratori indiani, circa 35mila– sottolinea la Coldiretti – è molto diffusa nel centro nord Italia nelle campagne e negli allevamenti da latte in Lombardia dove svolgono tra l’altro l’attività specializzata di bergamini per la mungitura delle mucche per la produzione dei grandi formaggi italiani. Si tratta della comunità straniera più numerosa nelle campagne italiane dopo quella rumena e marocchina. In questo contesto la necessaria misura di prevenzione nei confronti del contagio rischia di aggravare le difficoltà nei campi italiani dove senza decreto flussi e proroga dei permessi di soggiorno rischiano di mancare quasi 50mila lavoratori in una fase delicata della stagione".

Altri stati come la Germania, la Francia, il Regno Unito, il Canada, il confinante Bangladesh, gli Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e il Kuwait hanno deciso di vietare l’ingresso a viaggiatori provenienti dall’India.

Tuttavia, la variante che si è sviluppata nel Paese è già arrivata in Europa: il primo caso è stato trovato in Svizzera in "un passeggero che stava transitando in un aeroporto", hanno fatto sapere le autorità sanitarie elvetiche. Da Washington a Bruxelles, la situazione è definita "molto preoccupante". Anche per questo, è in corso una mobilitazione internazionale per rispondere alla richiesta di aiuto lanciata da Nuova Delhi. Gli Stati Uniti hanno annunciato "più rifornimenti e supporto", e stanno considerando di inviare all’India parte del surplus (30 milioni di dosi) del vaccino AstraZeneca. L’UE ha attivato il Meccanismo di protezione civile europeo, coinvolgendo gli Stati. La Germania ha promesso rifornimenti di ossigeno. Ottanta tonnellate sono arrivate con un aereo cargo dall’Arabia Saudita. Il Regno Unito sta allestendo la spedizione di 495 concentratori e 120 ventilatori, e apparecchi simili arriveranno anche dalla Francia.