Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha firmato le nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 29 marzo. "Passano in area rossa le Regioni Calabria, Toscana e Val d’Aosta – spiega una nota il ministero della Salute –. La Regione Lazio, invece, passa in area arancione...

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha firmato le nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 29 marzo. "Passano in area rossa le Regioni Calabria, Toscana e Val d’Aosta – spiega una nota il ministero della Salute –. La Regione Lazio, invece, passa in area arancione a scadenza della vigente ordinanza", ossia da martedì. Restano in rosso Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento. Sarebbe stato un errore nella trasmissione dei dati dalla provincia di Prato a rendere necessario il riconteggio dell’Iss a seguito del quale la Toscana risulta essere in zona rossa. Nel dato diffuso giovedì per quanto riguarda il territorio pratese, in un primo tempo non erano stati inclusi altri 102 nuovi casi, che sono stati comunicati ieri. L’incremento ha portato il tasso di incidenza a 251 casi ogni 100mila, appena al di sopra della soglia di 250 su 100.000 utile per restare in zona arancione. Il tasso di incidenza è stato calcolato dall’Iss in base ai dati della settimana compresa tra il 19 e il 25 marzo inclusi.

Il presidente della Regione Sicilia , Nello Musumeci, ha firmato l’ordinanza che istituisce quattro nuove "zone rosse" in Sicilia. Si tratta di Centirupe, in provincia di Enna, Comitini, Racalmuto e Siculiana, in provincia di Agrigento. L’ordinanza entrerà in vigore oggi e sarà valida fino al 6 aprile compreso. Con la stessa ordinanza viene prorogata sino al 6 aprile la "zona rossa" a Caltavuturo e a San Mauro Castelverde, in provincia di Palermo. Il provvedimento, che prevede anche la chiusura delle scuole, è stato richiesto dai sindaci e deciso in base alla relazione delle rispettive Asp.