Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
5 ott 2021

La Torino post grillina pende a sinistra Arranca il candidato di Giorgetti

Si deciderà al ballottaggio. Il dem Lo Russo avverte: "Nessun apparentamento con i Cinquestelle"

5 ott 2021
viviana ponchia
Cronaca
Il dem Stefano Lo Russo, 45 anni
Il dem Stefano Lo Russo, 45 anni
Il dem Stefano Lo Russo, 45 anni
Il dem Stefano Lo Russo, 45 anni
Il dem Stefano Lo Russo, 45 anni
Il dem Stefano Lo Russo, 45 anni

di Viviana Ponchia Pende leggermente a sinistra. Di poco, Torino torna a buttarsi da quella parte con Stefano Lo Russo, che supera Paolo Damilano forte di una percentuale destinata a portarli al ballottaggio spalla a spalla. "Merito della nostra compattezza". E poi chiarisce la strategia per il ballottaggio: "Nessun apparentamento l’abbiamo detto fin dal primo turno, non ce n’è l’esigenza. Ma soprattutto abbiamo una cosa che si chiama coerenza e in politica credo sia molto importante". Il risultato importante in cui sperava il centrodestra – candidato naturale alla vittoria secca dopo 30 anni – non c’è stato. Invece non sorprende, ma fa rumore, il crollo verticale del grillismo in salsa piemontese un tempo fortissimo e riscaldato da Valentina Sganga, erede di Chiara Appendino (terza, ma ferma in fondo): una condanna senza appello all’amministrazione uscente. "Ma noi abbiamo lavorato per la città, non per il consenso" è la difesa di Appendino. La candidata grillina fa notare che il tesoretto di voti sarà determinante al ballottaggio: "Vista la percentuale, posso dire che ci collocheremo all’opposizione, ma che il nostro è un 10% determinante. I nostri voti saranno decisivi per il prossimo sindaco". Damilano, nonostante il risultato, si dice soddisfatto: "Il centrodestra al ballottaggio è un risultato storico. La proposta della mia lista civica è stata accolta, siamo riusciti ad avvicinare i torinesi alla politica, anche se l’astensionismo è un problema enorme". Così si va al secondo turno in una città che per metà ci crede ancora e per metà se ne frega. Ai seggi si sono messi in fila (si fa per dire) i quartieri del centro. Le periferie avevano di meglio da fare che ragionare su una scheda-lenzuolo con 13 candidati. E questo è il dato su cui riflettere al termine della campagna elettorale più sonnolenta a memoria di torinese. Uno su ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?