Una foto dell’ex vigilessa morta Laura Ziliani, 55 anni, tratta dal suo profilo Facebook
Una foto dell’ex vigilessa morta Laura Ziliani, 55 anni, tratta dal suo profilo Facebook
TEMÙ (Brescia) L’esame tossicologico fatto sui resti di Laura Ziliani, la ex vigilessa di Temù uccisa in circostanze misteriose e ritrovata sepolta tra il greto del fiume Oglio e la vicina pista ciclopedonale, darà risposte sui motivi che hanno portato alla morte della donna, che potrebbe essere stata addormentata e poi soffocata oppure avvelenata, o entrambe le cose. L’esito del test effettuato durante l’autopsia svolta nei giorni scorsi, è atteso tra una decina di giorni. E sarà dirimente su un particolare emerso nei giorni immediatamente successivi al ritrovamento del...

TEMÙ (Brescia)

L’esame tossicologico fatto sui resti di Laura Ziliani, la ex vigilessa di Temù uccisa in circostanze misteriose e ritrovata sepolta tra il greto del fiume Oglio e la vicina pista ciclopedonale, darà risposte sui motivi che hanno portato alla morte della donna, che potrebbe essere stata addormentata e poi soffocata oppure avvelenata, o entrambe le cose. L’esito del test effettuato durante l’autopsia svolta nei giorni scorsi, è atteso tra una decina di giorni. E sarà dirimente su un particolare emerso nei giorni immediatamente successivi al ritrovamento del cadavere.

Laura Ziliani, alcune settimane prima di morire, sarebbe stata narcotizzata, forse in quello che è stato un tragico rituale utilizzato per provare se la donna, assumendo un determinato prodotto, avrebbe dormito profondamente. A raccontarlo è una amica e vicina di casa che la conosceva bene e che le era molto vicina.

"Laura un mese e mezzo prima di sparire – spiega la donna – mi aveva raccontato di essersi spaventata perché dopo avere bevuto una tisana ha dormito per ben 36 ore. Non solo. Una volta svegliatasi non è stata in grado di muoversi per un giorno, tanto da non riuscire a guidare per rientrare a Brescia. È accaduto dopo un’escursione".

Questo racconto renderebbe chiaro il motivo per cui i carabinieri hanno sentito diversi farmacisti dell’alta valle, informandosi sulle medicine acquistate dai famigliari della donna e dai suoi parenti. Le domande sarebbero state specifiche e concentrate solo su un certo tipo di medicine, che, a questo punto, potrebbero esser prodotti usati per dormire o comunque prodotti che inducono sonno o sonnolenza.

Gli indagati al momento sono tre: le due figlie maggiore e minore di Laura Ziliani: Paola e Silvia e il fidanzato della più grande Mirto. Quando il pm Caty Bressanelli li ha iscritti nel registro gli inquirenti hanno parlato di "atto dovuto". Non è mai stato escluso che siano estranei ai fatti e nemmeno è stato escluso che altre persone possano avere un ruolo nella vicenda, che appare davvero complessa.

A Temù nessuno ha voglia di parlare, anche se la vicina ha raccontato che il fidanzato della figlia maggiore restava in paese tutta settimana e se ne andava solo all’arrivo della Ziliani. Avevano forse un rapporto difficile? Quel venerdì sera, quando Laura Ziliani è arrivata in vicolo Ballardini se ne era già andato? Dove è morta la Ziliani? È stata sepolta subito oppure qualche giorno in seguito all’omicidio, magari dopo esser estata in un luogo asciutto e riparato? Come è stato portato il suo corpo in riva all’Oglio a Vione? Che veicolo è stato usato, perché di certo non è morta lì? Da casa alla buca dove è stata messa in posizione prona sono solo un paio di chilometri. E perché scegliere una zona soggetta ad allagamenti e quindi non un rifugio sicuro? Le domande sono tante. I risultati dell’esame tossicologico saranno sicuramente utili a capire.