16 feb 2022

La tela della Ue sul gas, dal Giappone al Qatar

Dalla Germania all’Italia scatta la corsa a nuovi rifornimenti. Il premier Draghi stringe un patto con Doha

È scattata la corsa europea all’approvigionamento alternativo
È scattata la corsa europea all’approvigionamento alternativo
È scattata la corsa europea all’approvigionamento alternativo

ROMA Un razionamento del gas costerebbe quasi un punto di Pil ai 19 paesi dell’area euro. A lanciare l’allarme su quella che è un’ipotesi estrema, ma realistica nel caso di un’escalation sull’Ucraina, è uno studio della Bce. Nel giorno in cui i prezzi del metano segnano un deciso calo sui segnali di de-escalation con la Russia, ma il deficit commerciale dell’area euro segna un massimo di 13 anni proprio per il boom dei prezzi energetici. Sulla piazza di Amsterdam, i prezzi del gas hanno segnato un calo fino al 15% scendendo sotto i 70 euro per megawattora per la prima volta in un mese, prima di chiudere a 71 euro, in calo del 12%. Aiutano le dichiarazioni di Mosca – che in Europa e a Washington vengono prese con le molle – del rientro alla base di alcuni dei massicci contingenti militari schierati lungo i confini ucraini. Aiuta a far scendere i prezzi anche l’accordo con il Giappone, che dirotterà alcuni carichi di gas naturale liquefatto (Gnl) verso l’Europa "in segno di solidarietà", come ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo una videochiamata con il premier giapponese Kishida Fumio. Anche l’Azerbaigian avrebbe aumentato le forniture verso l’Europa, incassando il ringraziamento del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. E la Germania starebbe intensificando gli sforzi per maggiori approvvigionamenti di Gnl tramite navi gasiere nell’eventualità di un protrarsi delle tensioni con la Russia. La cui stretta all’export di gas, nonostante le rassicurazioni offerte dal Cremlino, ha svuotato le scorte. L’obiettivo è garantirsi approvvigionamenti per i prossimi mesi e scongiurare – al netto del fattore climatico – un impatto sull’economia che sarebbe pesante. Per questo Bruxelles sta tessendo la sua tela da settimane, sondando il terreno in lungo e in largo per il mondo, dall’Africa al Qatar, fino all’altra ...

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