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13 mar 2021

La svolta Draghi: vaccino prodotto in Italia "Contratto firmato, così si esce dalla crisi"

L’annuncio del premier in visita all’hub di Fiumicino. Accordo con la multinazionale Patheon Thermo Fisher per realizzare il siero

13 mar 2021
giovanni rossi
Cronaca
Il presidente del Consiglio Mario Draghi, 73 anni, all’hub vaccinale di Fiumicino
Il presidente del Consiglio Mario Draghi
Il presidente del Consiglio Mario Draghi, 73 anni, all’hub vaccinale di Fiumicino
Il presidente del Consiglio Mario Draghi

Hub vaccinale di Fiumicino, Mario Draghi – al microfono – inietta dosi di fiducia: il Paese sconfiggerà il Covid e si rialzerà. È la sintesi di un intervento che prefigura il momento della svolta. L’avvicinarsi di una ripartenza tuttora ostaggio di colorazioni rosse o arancio scuro, ma già immaginabile nella proiezione di dati, strategie, traguardi: incluso "il primo contratto tra un’azienda italiana e un’azienda titolare di brevetto". L’azienda che ha firmato una lettera di intenti per la produzione di massa di un vaccino in Italia – e di più non dice – è la nordamericana Patheon (gruppo Thermo Fisher Scientific) con stabilimenti a Monza e Ferentino. Vaccini, ecco il piano Figliuolo È la novità (prospettica) di una campagna di profilassi che Draghi vuole senza barriere. "Non solo negli ospedali, ma anche nelle aziende, nelle palestre, nei parcheggi come questo di Fiumicino – annuncia il presidente del Consiglio –. Questa è la mia prima visita in un sito vaccinale. Questi ragazzi che lavorano come volontari o in forma permanente hanno reso questo, che è un luogo medico, un luogo di speranza: entrando qui, si capisce che ne usciremo". Non sembra una promessa, ma una constatazione. Un pronostico d’autorità con indicazione della leva più forte in mano al Paese: "Una mobilitazione collettiva fondata sulla solidarietà". Cita Sergio Mattarella. "A tutti chiedo di aspettare il proprio turno, come ha fatto in maniera esemplare il presidente della Repubblica". Perché i vaccini arriveranno. Almeno 40 milioni di dosi solo nel secondo trimestre, ora che anche il siero Johnson&Johnson ha ricevuto l’ok dell’Ema. Il percorso è tracciato. I "criteri nazionali – chiarisce la Corte costituzionale – restano validi anche nei presìdi regionali con priorità a disabili, fragili, più anziani: 6.287.009 le vaccinazioni già effettuate; 1,8 milioni quelle completate, mentre prosegue la profilassi di personale sanitario, over ...

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