Pierfrancesco De Robertis Chissà che cosa pensano dalle parti di Forza Italia e di quanti dentro e nei dintorni del partito azzurro sostengono la necessità di una componente liberale ed europeista all’interno di una formazione più vasta (che sia il fantomatico "partito unico del centrodestra" o una semplice "federazione") dell’ennesima strambata di Matteo Salvini e, per lei si tratta di una decisione certamente meno...

Pierfrancesco

De Robertis

Chissà che cosa pensano dalle parti di Forza Italia e di quanti dentro e nei dintorni del partito azzurro sostengono la necessità di una componente liberale ed europeista all’interno di una formazione più vasta (che sia il fantomatico "partito unico del centrodestra" o una semplice "federazione") dell’ennesima strambata di Matteo Salvini e, per lei si tratta di una decisione certamente meno inattesa, di Giorgia Meloni. I due front-runner della destra italiana hanno firmato ieri un patto con gli altri vertici del sovranismo europeo (Le Pen, Orban, Morawiecki, gli spagnoli di Vox), per una vasta alleanza populista e nazionalista.

Presi in sé, la maggior parte dei temi sostenuti sono anche condivisibili. Il punto è semmai il momento internazionale in cui avviene, la compagnia che si sceglie, nonché - specie per Salvini - la compatibilità con la permanenza nel governo dell’ex mister Bce. Il momento suscita qualche interrogativo. L’altra settimana Marine Le Pen è stata duramente sconfitta in Francia nonostante le forti aspettative, dopo che nei mesi scorsi analoghi esiti si erano registrati per i partiti sovranisti nella municipalità di Madrid e in alcuni importanti lander tedeschi. Presto per parlare di "nuovo vento", ma insomma... Veniamo alla compagnia, che nonostante i tentativi di abbellimento, solleva non poche domande. La libertà di educazione sottolineata nel documennto firmato ieri - ma è solo un esempio tra i tanti - è quella garantita da Orban che nella sua Ungheria fa usare un solo libro di testo di storia alle superiori, il cui ultimo capitolo è dedicato a lui medesimo? Infine, ma qui il discorso vale soprattutto per Salvini, come si fa a candidare, come ha fatto ancora ieri, l’ex presidente della Bce Mario Draghi al Quirinale e poi firmare un documento che dipinge la Ue come "strumento di forze radicali"? I temi che i sovranisti sollevano ci sono, perché la Ue va riformata, la pressione del politicamente corretto è ormai una dittatura, le contromisure della sinistra e dell’Europa alla crisi dei migranti sono ridicole, ma le risposte sono forse un po’ più complesse.