5 apr 2022

La strage di Bucha non smuove la Ue Europa divisa sull’embargo del gas

Pesano i veti tedesco e austriaco. Ma oltre 200 europarlamentari chiedono misure più radicali

elena comelli
Cronaca
Il commissario Ue Valdis Dombrovskis, 50 anni, ieri al summit in Lussemburgo
Il commissario Ue Valdis Dombrovskis, 50 anni, ieri al summit in Lussemburgo
Il commissario Ue Valdis Dombrovskis, 50 anni, ieri al summit in Lussemburgo

di Elena Comelli La scoperta del massacro di Bucha non può lasciare insensibile l’Europa, che sta per adottare nuove sanzioni contro la Russia. Le prime a cadere saranno le importazioni di petrolio e carbone, mentre il gas dovrà attendere ancora. Emmanuel Macron è stato il primo a intervenire da Parigi e ha espresso "l’auspicio" che si possa giungere già "questa settimana" al blocco completo delle importazioni di petrolio e carbone dalla Russia. "Quindi ci coordineremo con i nostri partner europei, in particolare con la Germania", riferendosi a sanzioni e misure su "carbone e petrolio". Con "ciò che sta accadendo", ha detto il presidente francese, "dobbiamo inviare un segnale che è la nostra dignità collettiva e i nostri valori che stiamo difendendo". "Vogliamo ridurre in poco tempo la dipendenza dalle importazioni di energia dalla Russia", gli ha fatto eco dal Lussemburgo il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner. "La Germania sosterrà ulteriori sanzioni, dobbiamo fare più pressione su Putin e tagliare i legami economici", ha aggiunto Lindner, ma "al momento non è possibile tagliare il gas". Interrompere le importazioni di gas "nel breve termine" danneggerebbe più l’Unione europea che la Russia, ha fatto notare. Anche Vienna ha già messo un paletto: "Siamo molto dipendenti dal gas russo e penso che tutte le sanzioni che colpiscono noi più di quanto colpiscano la Russia non sarebbero giuste", ha detto il ministro delle Finanze austriaco, Magnus Brunner. Non sono dello stesso avviso 207 europarlamentari, che chiedono alla Commissione Ue misure radicali. "Embargo totale a petrolio, gas e carbone, chiusura di tutti porti alle navi e ai beni russi, piena disconnessione delle banche russe da Swift e l’invio di più armi e attrezzature militari" in Ucraina. La richiesta è contenuta in una lettera, scritta su iniziativa di Guy Verhofstadt e firmata da esponenti dei gruppi Renew, ...

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