Un corteo dell’associazione ’Derecho a Morir Dignamente’ a Madrid
Un corteo dell’associazione ’Derecho a Morir Dignamente’ a Madrid
di Riccardo Jannello Nuovo colpo al cuore della Chiesa di Roma: la cattolicissima Spagna – le cui regine possono presentarsi di bianco vestite davanti al Papa ma dove esistono le nozze omosessuali – ha approvato la legge sull’eutanasia che permette sia la "somministrazione diretta di una sostanza al paziente da parte del professionista sanitario competente" sia il suicidio assistito, cioè la prescrizione di un farmaco che poi chi lo desidera si autosomministra. La legge, proposta dal Partito Socialista, è passata in Parlamento con i voti contrari della destra e del Partito Popolare, ma...

di Riccardo Jannello

Nuovo colpo al cuore della Chiesa di Roma: la cattolicissima Spagna – le cui regine possono presentarsi di bianco vestite davanti al Papa ma dove esistono le nozze omosessuali – ha approvato la legge sull’eutanasia che permette sia la "somministrazione diretta di una sostanza al paziente da parte del professionista sanitario competente" sia il suicidio assistito, cioè la prescrizione di un farmaco che poi chi lo desidera si autosomministra. La legge, proposta dal Partito Socialista, è passata in Parlamento con i voti contrari della destra e del Partito Popolare, ma un sondaggio fra la popolazione va ben oltre il risultato nelle aule (alla Camera 202 sì e 141 no, al Senato 155 a 100): Metroscopia dà i favorevoli all’87%, che nelle scuole di medicina e fra gli operatori sanitari scende al 65. Giudizio nettamente contrario dall’Organizzazione Medica Collegiata e dal Comitato di bioetica.

Particolarmente critica la reazione della Conferenza episcopale spagnola. "Un fatto particolarmente grave – scrivono i vescovi lamentandosi di essere stati inascoltati – poiché provoca una frattura morale, un ribaltamento nella finalità dello Stato: dalla difesa della vita alla responsabilità della morte inflitta; e anche della professione medica chiamata a curare o almeno ad alleviare e in ogni caso a consolare il malato, e mai a provocare la morte intenzionalmente". Fra i partiti, quello di estrema destra Vox ha dichiarato che "la legge verrà abrogata nello stesso momento in cui saliremo al potere". Le disposizioni approvate in Spagna – che dovrebbero entrare in vigore entro tre mesi – sono in alcune parti più restrittive di quelle delle altre quattro nazioni dove l’eutanasia è regolata: Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Canada. La persona che la richiede – o un delegato che dimostri la volontà espressa dal malato e se ha firmato un testamento biologico – deve "soffrire di una malattia grave e incurabile o di una condizione grave, cronica e invalidante" che provochi "sofferenze intollerabili". Le domande – di maggiorenni con nazionalità spagnola – devono essere due a distanza di 15 giorni l’una dall’altra. L’iter prevede che non esistano "pressioni esterne" e permette in ogni momento di recedere dalla decisione. In caso che il paziente sia cosciente, il medico lo informerà della possibilità di cure palliative. È previsto anche un ricorso del paziente se la sua richiesta dovesse essere respinta.

La Spagna, dunque, sembra non rispettare il Papa che parla la sua lingua. Ma d’altra parte la dualità con la Chiesa era già deflagrata quando il 2 luglio 2005 il governo del socialista José Luiz Rodriguez Zapatero varò il matrimonio fra persone dello stesso sesso con la concessione di tutti i diritti, adozione compresa. Sulla linea della Spagna anche il vicino Portogallo, altro Paese con un potente episcopato, ha votato la legge sull’eutanasia, ma il presidente della Repubblica, di centrodestra, l’ha impugnata davanti alla Corte Costituzionale.