Nello Statuto votato a febbraio dal Movimento 5 Stelle c’è un passaggio interessante. L’articolo 8 è quello che definisce il ruolo del Garante (attualmente Beppe Grillo), "custode dei valori fondamentali dell’azione politica dell’Associazione". A lui, inoltre, "è attribuito il potere di interpretazione autentica, non sindacabile, delle norme del presente Statuto". Però Grillo, in linea teorica, potrebbe essere sfiduciato. L’articolo traccia la strada: prima la maggioranza assoluta del Comitato di Garanzia, poi la ratifica del voto degli iscritti sulla Rete, purché abbia votato la maggioranza assoluta degli aventi diritto. In caso di mozione di sfiducia bocciata è il Comitato di Garanzia (ora composto da Crimi, Lombardi e Cancelleri, ma che Grillo ha chiesto di rinnovare con un voto) a decadere.