Luigi Brugnaro, 59 anni, sindaco di Venezia e leader di 'Coraggio Italia' (Ansa)
Luigi Brugnaro, 59 anni, sindaco di Venezia e leader di 'Coraggio Italia' (Ansa)
Il sostegno al governo Draghi "non è in discussione" e neppure il restare "solidamente all’interno del centrodestra", come sottolinea il governatore ligure, Giovanni Toti. Ma per il fondatore Luigi Brugnaro, Coraggio Italia, nuova formazione presentata ieri alla Camera e già provvista di un gruppo autonomo a Montecitorio di 24 deputati (e prossima ad averne uno tutto suo anche a palazzo Madama), dovrà rappresentare il perno moderato del centrodestra che Forza Italia non "è più in grado di garantire". "Ringrazieremo sempre Berlusconi – ha scandito il sindaco di Venezia, parlando a fianco del suo sodale Toti –, ci siamo battuti tanto per cambiare Forza Italia, ma oggi dobbiamo andare avanti, dobbiamo avere coraggio". Brugnaro punta al bersaglio grosso:...

Il sostegno al governo Draghi "non è in discussione" e neppure il restare "solidamente all’interno del centrodestra", come sottolinea il governatore ligure, Giovanni Toti. Ma per il fondatore Luigi Brugnaro, Coraggio Italia, nuova formazione presentata ieri alla Camera e già provvista di un gruppo autonomo a Montecitorio di 24 deputati (e prossima ad averne uno tutto suo anche a palazzo Madama), dovrà rappresentare il perno moderato del centrodestra che Forza Italia non "è più in grado di garantire". "Ringrazieremo sempre Berlusconi – ha scandito il sindaco di Venezia, parlando a fianco del suo sodale Toti –, ci siamo battuti tanto per cambiare Forza Italia, ma oggi dobbiamo andare avanti, dobbiamo avere coraggio".

Brugnaro punta al bersaglio grosso: diventare il nuovo ago della bilancia interno al centrodestra, quell’ancora che trattiene gli eccessi sovranisti e ha il progetto di "riunire la diaspora dei moderati", per dirla con Toti. "Lavoreremo sodo – continua Brugnaro – e ci faremo trovare alle elezioni politiche del 2023". A chi chiede se Coraggio Italia potrebbe presentare liste fucsia (questo il colore scelto per il simbolo) già alle amministrative, Brugnaro ha risposto netto: "Non è questo il tempo di pensarci, dobbiamo discutere per costruire una macchina inclusiva per l’Italia. Noi sicuramente appoggeremo il centrodestra, ma non è detto che presenteremo liste. Faremo le nostre valutazioni".

Parole che non bastano a mitigare la solenne arrabbiatura montata in queste ore ai piani alti di Forza Italia per lo strappo di chi, fino all’altro giorno, "si diceva alleato di Berlusconi" e invece adesso viene portato per bocca come un Giuda. Raccontano, infatti, che il Cavaliere abbia tentato fino all’ultimo di dissuadere gli azzurri pronti a lasciare FI per Coraggio Italia. Adesso che "Forza Italia è al governo, è forte. È un errore andar via", avrebbe assicurato il Cav al telefono, in questi giorni turbolenti, ad alcuni suoi parlamentari pronti a lasciare. Il monito dell’ex premier: andandovene, rischiate solo di indebolire il partito azzurro, appena tornato in maggioranza con il governo Draghi di unità nazionale.

Berlusconi, raccontano sempre fonti interne, avrebbe fatto notare che Brugnaro gli aveva promesso l’appoggio di liste civiche fuori da Forza Italia, per rimangiarsi poi la parola e fare il pieno tra i parlamentari azzurri senza alcuna remora. Insomma, un tradimento. Con qualche piccolo ’giallo’: le parlamentari Tiziana Piccolo (Lega) e Angela Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI), che avevano annunciato l’ingresso nella nuova formazione di Brugnaro, hanno fatto una rapida marcia indietro. Per convincere Piccolo si è speso lo stesso Matteo Salvini. Il dietrofront è stato sancito nel pomeriggio, quando la deputata ha scritto al presidente della Camera, Fico: "Torno nella Lega".

Le tensioni nel centrodestra, però, hanno segnato un nuovo stop sul fronte più delicato, quello della scelta dei candidati per le prossime amministrative. Meloni, Salvini e Tajani, che erano tornati a incontrarsi lunedì dopo la frattura provocata dalla nascita del governo Draghi, visto lo strappo di Brugnaro, hanno buttato la palla in tribuna: ci rivedremo in data da destinarsi. Manca ancora l’accordo sui nomi e la ferita provocata dai ‘coraggiosi’ ha reso plastica l’ira azzurra: "Non andremo ad alcun vertice – hanno tuonato da FI – non saremo al tavolo con chi ha violato gli accordi di coalizione in nome del trasformismo". Brugnaro, però, fa sul serio. Il patron di Umana, imprenditore e dirigente sportivo di successo così come Berlusconi, cerca una leadership al centro capace anche di "recuperare quel 31% di elettori perduti". Intanto, il nuovo gruppo alla Camera di Coraggio Italia ‘vale’, già da solo oltre un milione di euro, un vero e proprio ‘tesoretto’ dopo il taglio al finanziamento pubblico.