6 apr 2022

La Serbia è sempre più filo Putin Il focolaio Balcani torna a far paura

Il presidente Vučić, come Orban in Ungheria, trionfa alle urne. Il Paese e quell’orgoglio nazionalista mai sopito

roberto giardina
Cronaca

di Roberto Giardina Cresce la paura all’est per l’Ucraina, dalla Polonia al Kosovo. Potrebbe divampare trenta anni dopo un nuovo conflitto nei Balcani, a pochi chilometri dall’Italia? Domenica, in Ungheria ha vinto per la quarta volta il filorusso Viktor Orban. Era previsto, ma si sperava che le notizie atroci del conflitto in corso, rendessero più prudenti i magiari. E ha vinto anche in Serbia, il presidente Aleksandar Vučić, considerato un fedele alleato di Mosca. Ha battuto per 60 a 18 lo sfidante, il miliardario filoccidentale Zdravko Pronos. Il suo partito progressitsta, l’SNS, ha ottenuto quasi la maggioranza dei seggi, 122 su 250. Si teme che, in difficoltà in Ucraina, Putin potrebbe aprire un nuovo fronte a sud, nei Balcani. Calcolando i rischi, dovrebbe essere poco probabile, ma anche alla vigilia dell’attacco all’Ucraina, in febbraio, prevaleva l’ottimismo. E in Bosnia, in Kosovo, e in Montenegro aumenta il timore. Il segretario della Nato, Jens Stoltenberg, si è affrettato ad assicurare alla Bosnia- Herzegovina e alla Georgia l’appoggio incondizionato della Nato. Il gigantesco Vučić, 52 anni, un metro e 99, a Belgrado è stato votato perché è un difensore della patria. I serbi si considerano le vittime dell’Occidente, aggrediti dalla Nato a causa del Kosovo, indipendente dal 2008, ma mai riconosciuto. Il Kosovo ha giustificato agli occhi di Putin l’annessione della Crimea nel 2014. E la Russia ha sempre bloccato il suo ingresso alle Nazioni Unite. Per partecipare al voto, i serbi residenti in Kosovo sono stati portati in bus oltre confine. Una provocazione per il governo di Pristina. La Serbia è divisa tra interessi economici che la spingono verso Bruxelles e l’orgoglio nazionale, e il desiderio di rivincita, che rafforzano i legami con la Russia. Nel 1998, Vucic era ministro all’informazione del presidente Milošević, poi condannato come criminale di guerra. Durante le guerre ...

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