Monica Peruzzi Capelli neri che si posano sulle spalle, occhi scuri che tracimano vita sul viso da bambina. Lei è Gitanjali Rao, 15 anni, che Time ha scelto come prima Kid of the year, ragazza dell’anno. La rivista americana ha scelto di introdurre questa categoria fra i riconoscimenti con l’obiettivo di puntare sui giovani. L’idea è quella di creare nuovi modelli per le nuove generazioni, abituate a sentirsi...

Monica

Peruzzi

Capelli neri che si posano sulle spalle, occhi scuri che tracimano vita sul viso da bambina. Lei è Gitanjali Rao, 15 anni, che Time ha scelto come prima Kid of the year, ragazza dell’anno. La rivista americana ha scelto di introdurre questa categoria fra i riconoscimenti con l’obiettivo di puntare sui giovani. L’idea è quella di creare nuovi modelli per le nuove generazioni, abituate a sentirsi fuori dai giochi, ai margini di ogni scelta politica.

"In tv si vede sempre un uomo anziano, di solito bianco – ha dichiarato lei sorridente – Era strano per me, sembrava che le persone avessero assegnato ruoli in base al genere, all’età, al colore della loro pelle".

Di certo Gitanjali non ha il classico aspetto dello scienziato, né ha avuto figure di riferimento che si avvicinassero alle sue caratteristiche. E non avere esempi rappresenta sempre un limite: è vero nelle politiche di genere, ancora di più quando si parla di ragazzi.

Provate a pensarci: i giovani sono dipinti come esseri senza ideali, insolenti, ignoranti, svogliati, irriconoscenti. Tutto il peggio che si possa appiccicare loro addosso per metterli fuori gioco, lontani dalle stanze dei bottoni. Così, dicono, non fanno danni. Invece, i danni sono loro, a farli. I ’grandi’ (guardate come hanno ridotto il Pianeta). E si ostinano a non vedere quanto questa pandemia ci abbia insegnato dei nostri ragazzi: hanno dimostrato di sapessi sacrificare, rinunciando alla scuola, alla loro socialità, molto più di quanto abbiamo saputo fare noi. Ecco perché la scommessa di Time di scegliere i ’kids of the year’ ci fa guardare al futuro col cuore più lieve. Gitanjali, in soli 15 anni, ha inventato dispositivi in grado di capire se l’acqua sia potabile, che hanno già migliorato la vita di milioni di bambine. Adesso è al lavoro per creare una comunità globale di giovani innovatori che – promette lei – cambieranno il mondo. Con il suo sorriso incarna un nuovo modello di ragazza, innamorata della scienza, senza limiti di età o genere. "Se posso farlo io – dice – chiunque può farlo". E chi siamo, noi, per non crederle?