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10 lug 2022

La riforma elettorale "Premio di maggioranza? Non basta a risolvere il problema governabilità"

Il grillino Brescia propose un sistema proporzionale con sbarramento al 5% "All’epoca del Conte II c’era un’intesa tra noi e i dem, poi il testo si è arenato. Cambiare adesso? Non si fa una legge del genere a fine legislatura"

10 lug 2022
ettore maria
Cronaca

di Ettore Maria

Colombo

Onorevole Giuseppe Brescia, presidente della I commissione Affari costituzionali della Camera (M5s), si parla molto di legge elettorale, ma agli atti c’è solo la sua, il Brescellum. Ce la spiega?

"È un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 5%. La scelta sulle preferenze era demandata al dibattito in commissione. Il testo base c’era e c’è ma poi si fermò lì".

Perché?

"Quando nacque il Conte due, vi fu un’intesa tra i gruppi parlamentari di maggioranza per fare una nuova legge elettorale. Si discuteva la riduzione del numero dei parlamentari. In particolare, il sì del Pd a quella riforma era legato alla riforma della legge elettorale e a un sistema proporzionale su cui, però, evidentemente ha poi cambiato idea. Abbiamo chiesto più volte di tornare a discuterne in commissione, ma per i partiti non era mai il momento giusto".

Ora se ne parla e con un premio di maggioranza.

"Sì, se ne parla, ma come 5 Stelle siamo contrari al premio di maggioranza. La Consulta ha detto due volte no al premio, al Porcellum e all’Italicum. Sarebbe solo un modo per aggirarne le sentenze. Come correttivo maggioritario basta e avanza lo sbarramento al 5% che crea un premio implicito. Il premio è una finta soluzione al problema della governabilità. Il rischio della frammentazione delle forze politiche, una volta elette in Parlamento, resta. Servono, invece, nuovi e migliori regolamenti parlamentari. Di governi saltati, nonostante leggi elettorali con il premio, ce ne sono a iosa".

Il campo largo, però, col Rosatellum, avrebbe il problema di spartire i collegi tra i partiti.

"La legge elettorale non si fa per tenere insieme un campo o un altro, ma per rispettare la volontà degli elettori. E non si cambia la legge elettorale a fine legislatura. Se resteranno la legge attuale e l’alleanza con Pd e sinistra di LeU-Art 1 troveremo i migliori candidati nei collegi".

Non teme un centro che si unisce e ruba spazi?

"Vedo troppi galletti nello stesso pollaio che si vogliono spartire la stessa fetta di torta. Ora leggo che anche Berlusconi dice “il centro sono io“. In ogni caso, con Pd e LeU si può fare l’alleanza. Con Renzi e Calenda no. Con Di Maio men che meno".

Ma l’alleanza con il Pd è a rischio. Se fate cadere il governo, addio campo largo.

"Per noi non conta quello che fa un’alleanza, ma il bene per il Paese. Se il governo ci permetterà di continuare a lavorare per gli interessi degli italiani, sulla base dei nove punti che Conte ha presentato a Draghi, bene. Non intendiamo mandare tutto all’aria, ma la situazione è molto pesante".

Oggi qual è la temperatura della crisi?

"Abbastanza alta".

Non temete che, con la crisi, poi si vada a votare?

"Credo che l’Italia sia in una situazione così delicata che sarebbe difficile andare a elezioni in autunno, con la manovra alle porte. Il governo Draghi andrà avanti, con noi all’opposizione".

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