Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, 35 anni, si è dimesso È anche leader del partito popolare
Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, 35 anni, si è dimesso È anche leader del partito popolare
di Roberto Giardina Ha resistito tre giorni Sebastian Kurz, e alla fine si è dimesso: "Non è un passo facile per me", ha detto il giovane cancelliere ieri sera, "il mio Paese rimane per me più importante della mia persona. Quel che è vitale adesso è mantenere rapporti stabili". Accusato di corruzione (che lui stesso respinge), ha cercato di evitare una crisi di governo, che avrebbe reso inevitabile le elezioni anticipate, che probabilmente sarebbero state disastrose per il suo partito. L’opposizione (liberali e socialisti) aveva annunciato il voto di sfiducia per martedì. Ma Kurz, 35 anni, rimane a...

di Roberto Giardina

Ha resistito tre giorni Sebastian Kurz, e alla fine si è dimesso: "Non è un passo facile per me", ha detto il giovane cancelliere ieri sera, "il mio Paese rimane per me più importante della mia persona. Quel che è vitale adesso è mantenere rapporti stabili". Accusato di corruzione (che lui stesso respinge), ha cercato di evitare una crisi di governo, che avrebbe reso inevitabile le elezioni anticipate, che probabilmente sarebbero state disastrose per il suo partito. L’opposizione (liberali e socialisti) aveva annunciato il voto di sfiducia per martedì. Ma Kurz, 35 anni, rimane a capo dell’Övp, i cristianopopolari, che sono divisi: la fine di Kurz per alcuni trascinerebbe a fondo il partito, per altri meglio sacrificare il capo per il bene di tutti.

E secondo le voci che circolano a Vienna, Kurz si è arreso per le pesanti pressioni dei suoi compagni, che sarebbero giunti a minacciarlo di chiedere loro stessi il voto di sfiducia. Kurz ha deciso di tornare in Parlamento come capo frazione. Venerdì sera, il presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen, 77 anni, ha rivolto un monito severo al Cancelliere: "Le prove sono pesanti, insistere mette in pericolo le istituzioni". Per Kurz è diventato impossibile resistere a oltranza. Meglio un passo indietro, per tornare al vertice. L’Austria è abituata agli scandali politici. Alla Cancelleria arriva ora il ministro degli esteri Alexander Schellenberg, 52 anni, che è un suo vecchio amico. Ha lavorato con lui già cinque anni fa, quando Kurz era agli Esteri, neanche trentenne, il più giovane in Europa. "Ho fiducia in Alexander – ha detto – ha tutte le capacità per far bene e tenere insieme la coalizione".

I verdi, alleati al governo, staranno al gioco di Kurz? La fedeltà potrebbe costare cara. All’inizio della crisi, sono stati tra i primi a accusare il cancelliere, e la prossima settimana potrebbero uscire dal governo. Mercoledì nelle prime ore del mattino, 1400 finanzieri e funzionari di polizia avevano compiuto una perquisizione a tappeto negli uffici del governo, della Övp, e nell’abitazione privata di Kurz, e di una decina di suoi stretti collaboratori. Fin dal 2016, il golden boy della politica austriaca avrebbe agevolato la sua fulminea ascesa comprando giornali, e politici, e manipolando sempre a pagamento sondaggi di opinione. Un’offensiva costata oltre un milione e 300mila euro, che si concluse l’anno dopo con la conquista della Cancelleria.

Ma chi gli ha fornito i fondi? Su questo Kurz non ha voluto rispondere. E all’epoca non aveva il controllo sui fondi del partito. Ha tentato di difendersi sostenendo che la campagna era stata condotta da suoi amici, e di esserne stato all’oscuro. Tutto a sua insaputa? Ha dato la colpa ai suoi collaboratori e a funzionari del ministero delle Finanze, ed ha sostenuto che in fondo le colpe presunte non erano gravi, e che tutti i politici cercano di addomesticare la stampa. "È una manovra di miei avversari, un complotto", ha dichiarato alla tv. Ma sono gli austriaci a sentirsi traditi dal giovane Kurz.