"Un vuoto enorme" che neppure il conforto della famiglia, delle testimonianze di affetto da mezzo mondo o la fede riescono del tutto a colmare. La regina Elisabetta II svela il suo lato umano, al di là di una forza interiore che appare quella di sempre, sorretta dall’autocontrollo imposto dal ruolo e dalla fedeltà al senso del dovere, mentre si appresta a seppellire sabato prossimo l’uomo della sua vita: il Principe consorte

Filippo, spirato venerdì quasi centenario nel Castello di Windsor dopo 73 anni di matrimonio e di esistenza in comune. Per il funerale - destinato a essere celebrato nella cappella di San Giorgio in forma solenne ma intima, per quanto intime possano essere le cerimonie reali – è tutto definito: nel rispetto delle volontà particolareggiate e delle idiosincrasie del defunto, oltre che delle residue restrizioni dell’emergenza Covid. Ieri una prima messa alla memoria è stata officiata dall’arcivescovo anglicano di Canterbury in un’altra cappella annessa al castello, quella di Tutti i Santi, dove alcuni dei familiari più stretti si sono radunati attorno alla sovrana. "La Regina, come ciascuno sa, è una persona incredibilmente stoica", ha riferito all’uscita il terzogenito Andrea.