Venerdì 14 Giugno 2024
RICCARDO JANNELLO
Cronaca

La ragazza trovata morta: "Profonda ferita al collo e tagli all’addome". Si indaga per omicidio

Il corpo trascinato nella ex chiesetta diroccata: lei non si è difesa. Secondo gli investigatori si tratterebbe di una straniera sui 20 anni. L’ipotesi di un delitto d’impeto. Caccia a un furgone rosso.

La ragazza trovata morta: "Profonda ferita al collo e tagli all’addome". Si indaga per omicidio

La ragazza trovata morta: "Profonda ferita al collo e tagli all’addome". Si indaga per omicidio

Caccia al furgone rosso: è l’unica, labile, traccia per cominciare a capire qualcosa sul giallo della cappella diroccato di Equilivaz dove venerdì verso le 14,30 un escursionista ha trovato il corpo senza vita di una ragazza che ancora non ha nome. La certezza che si ha è che la procura di Aosta, che ha affidato le indagini al sostituto Manlio d’Ambrosi, ha aperto ufficialmente un fascicolo per omicidio volontario, un delitto d’impeto per le modalità dell’esecuzione e la mancanza di ferite da difesa sul corpo.

Si spera di potere riempire i vari tasselli nel più breve tempo possibile. Perché manca innanzitutto il nome della vittima.

Il cadavere, secondo gli investigatori, potrebbe appartenere a una ragazza di giovane età, forse anche meno dei venti anni ipotizzati in un primo tempo – la rivelazione che si trattasse di una francese ventinovenne non ha avuto alcuna conferma -; presenta un profondo taglio al collo e altri all’addome che confermerebbero l’uso di un’arma bianca affilata. Indossava al momento della scoperta un paio di leggins e una felpa chiara, era raggomitolata tanto da sembrare che dormisse. Attorno a lei rimasugli di cibo fra cui una busta di marshmallow, una borsa con un ricambio di vestiti, ma nessun documento o telefono cellulare e neppure soldi, probabilmente portati via dall’assassino. All’ombelico portava un piercing. Non è ancora certo neppure il luogo dove la ragazza sarebbe stata uccisa.

Ci sono infatti tracce di sangue su una pietra – che è stata portata in laboratorio ma anche di trascinamento, segno che il corpo potrebbe essere stato portato all’interno del rudere dopo la sua morte. La boscaglia che lo circonda è piena di rovi, quasi impenetrabile e qualsiasi grido di dolore sarebbe rimasto inascoltato.

Anche su quando la morte è sopraggiunta lo dirà l’autopsia che sarà eseguita stamani alle 9 dall’anatomopatologo torinese Roberto Testi, un’autorità nel campo. Dallo stato di conservazione del corpo il medico legale ha ipotizzato che potesse essere nella cappella da poche ore, ma vanno bene analizzate le condizioni climatiche, con le temperature che scendono parecchio durante la notte.

Impronte della ragazza, Dna ed esami tossicologici potranno chiarire altro, ma ci vorrà qualche giorno. Come si scandagliano le denunce di scomparsa: non risultano al momento elementi che le facciano collimare, né in Valle d’Aosta né altrove, con il cadavere, ma si cerca ancora. L’omicidio potrebbe essere stato compiuto in un ambiente sociale molto degradato. E la ragazza morta una senza fissa dimora di chissà quale Paese che viveva all’interno del furgone riadattato a camper conducendo una vita, assieme a un presunto partner, di espedienti. Saranno sempre i risultati dell’autopsia a dirci se si tratta di una consumatrice di droga o alcol.

Meno ottimisti al momento gli inquirenti si mostrano sull’identificazione. Anche il conducente del furgone rosso sembra un fantasma e le testimonianze non aiutano del tutto. C’è chi ha visto il mezzo posteggiato la mattina e il giorno precedente del ritrovamento del corpo nella piazzola alla base del bosco da percorrere per giungere alla cappella di Equlivaz, e anche a La Salle, ma qualche giorno prima. In questo caso sarebbe stata notata una coppia e la descrizione della ragazza sarebbe compatibile. Sull’identificazione dell’autista attraverso la targa invece viene mantenuto il riserbo. Con le ore di vantaggio che ha si teme che l’uomo possa già essere all’estero: i confini sono assai vicini.