MILANO "Sono stomacato, ma tranquillo". La chiosa la dice lunga sullo stato d’animo di Massimo Galli, (foto) 70 anni compiuti a luglio e ormai proiettato verso la pensione. "Ci andrò il primo novembre, anche se per qualcuno sono già ’andato’" si irrita- l’infettivologo milanese, ordinario all’Università Statale e primario di...

MILANO

"Sono stomacato, ma tranquillo". La chiosa la dice lunga sullo stato d’animo di Massimo Galli, (foto) 70 anni compiuti a luglio e ormai proiettato verso la pensione. "Ci andrò il primo novembre, anche se per qualcuno sono già ’andato’" si irrita- l’infettivologo milanese, ordinario all’Università Statale e primario di Malattie infettive 3 all’ospedale Sacco di Milano.

Galli, nell’ambito di Concorsopoli, è accusato di aver pilotato quattro bandi. Non vuole entrare nel merito delle accuse, ma tiene a chiarire alcuni punti. Gli contestano di aver utilizzato uno stratagemma per favorire un candidato al cospetto di un altro che avrebbe avuto il doppio dei titoli scientifici per avere il posto da associato a Malattie infettive al Sacco. Ossia, far sì che fra i criteri per attribuire il punteggio venissero privilegiate le pubblicazioni nelle quali, a prescindere dal prestigio delle riviste, il nome del candidato figurasse come primo o ultimo nell’elenco degli autori.

"Definirlo ’stratagemma’ è una sciocchezza – afferma –, questa è la prassi nei concorsi di idoneità. Lo scopo è identificare, nell’ambito di una pubblicazione, il lavoro dell’autore. Il primo e l’ultimo nome dell’elenco sono di coloro che il lavoro lo hanno svolto davvero". Nessun favoritismo in sostanza: "Potrei citare casi infiniti di persone la cui carriera è stata pilotata e il cui nome compare in lavori che non hanno nemmeno letto". L’infettivologo evidenzia che da questa storia non ha alcun vantaggio. "Abbiamo seguito la procedura per le sessioni telematiche – conclude –. Ma se a una commissione è tolta ogni discrezionalità, allora si facciano tenere i concorsi dai computer".

Lorenzo Moroni