Sondaggio questione femminile
Sondaggio questione femminile
Roma, 28 marzo 2021 - In questo ultimo periodo è diventata prevalente la questione femminile, rilanciata prima dalla polemica all’interno del Pd quando nella squadra del governo Draghi non aveva trovato posto nessuna donna dei dem, poi ripresa dal neo-segretario Letta che ha indicato che nei ruoli di governance del partito dovessero essere presenti più donne. È anche vero che questo tema non coinvolge solo il perimetro politico ma anche gli ambiti legati al lavoro, alle istituzioni nella scelta delle persone che devono ricoprire i ruoli di comando o di massima responsabilità. Rispetto all’importanza della questione femminile gli...

Roma, 28 marzo 2021 - In questo ultimo periodo è diventata prevalente la questione femminile, rilanciata prima dalla polemica all’interno del Pd quando nella squadra del governo Draghi non aveva trovato posto nessuna donna dei dem, poi ripresa dal neo-segretario Letta che ha indicato che nei ruoli di governance del partito dovessero essere presenti più donne. È anche vero che questo tema non coinvolge solo il perimetro politico ma anche gli ambiti legati al lavoro, alle istituzioni nella scelta delle persone che devono ricoprire i ruoli di comando o di massima responsabilità.

Rispetto all’importanza della questione femminile gli italiani sono nettamente divisi, divergenze di percezioni che si esplicitano in relazione al sesso ma anche all’età dei rispondenti: il 44% pensa che la questione femminile esista e debba essere affrontata ma al contempo una identica percentuale ritiene che non sia una priorità oggi in Italia. È interessante però soffermarsi sulla disaggregazione di questo giudizio espresso tra i vari profili della popolazione. Prima di tutto si evidenzia che le risposte dei maschi differiscono in maniera significativa da quelle delle donne. Tra gli uomini solo il 34% afferma che c’è una questione femminile da affrontare mentre tra le donne questa percentuale arriva al 56%. Stesse dinamiche se si interpretano le risposte dei giovani, degli adulti e degli anziani. I primi sono molto più sensibili a questo tema visto che per il 59% la problematica del ruolo della donna nella società è un fattore importante che caratterizza la vita sociale ed economica del Paese. Però con l’aumentare dell’età diminuisce questa rilevanza. Infatti tra gli adulti (35-54 anni) tale priorità è indicata dal 45% mentre tra quelli ancora più adulti (oltre 54 anni) cala al 33%.

Insomma una Italia spaccata su questo tema, o almeno sul fatto che realmente rappresenti un problema. Però se si analizzano altri aspetti riguardanti la questione femminile si registrano maggiori punti di convergenza tra i due sessi. Per esempio se sia giusto o meno che le donne debbano guadagnare, per uguali mansioni, come i maschi, le opinioni si equivalgono: il 67% della popolazione concorda con questa tesi e non si evidenziano particolari differenze tra i giudizi degli uomini e del gentil sesso. Dunque è come se nell’immaginario collettivo si fosse maturata già una parità di genere che invece dal dibattito politico in corso non traspare, oppure che paradossalmente la questione femminile è più un problema da affrontare più all’interno del mondo politico e delle istituzioni che in quello lavorativo e sociale.

Così anche se si prende in considerazione il concetto delle quote rose si nota che l’opinione prevalente è che le donne si debbano conquistare i ruoli sul campo e non facilitate da vie di accesso dedicate. La pensa così il 52% degli italiani. Se questo è vero nella vita sociale di tutti i giorni tale convinzione è ancora più marcata quando si parla della scelta dei ruoli guida in politica: il 59% ritiene che per le cariche di partito o di governo non servono le quote rosa ma la dote deve essere la capacità personale nell’assumere e conquistarsi il ruolo designato.

di Antonio Noto, direttore Noto Sondaggi