Giovedì 20 Giugno 2024
VIVIANA PONCHIA
Cronaca

La psicologa infantile: "Genitori, fate gli adulti. Avanti così cresceranno solo figlie fragili e infelici"

La preoccupazione della prof Calandri: "No al consumismo irresponsabile". "Vertiginosa anticipazione dei comportamenti, non si può temere una ruga" .

La psicologa infantile: "Genitori, fate gli adulti. Avanti così cresceranno solo figlie fragili e infelici"

La psicologa infantile: "Genitori, fate gli adulti. Avanti così cresceranno solo figlie fragili e infelici"

Roma, 8 aprile 2024 – Bambine ossessionate dai rituali di bellezza come nemmeno Cleopatra. Emanuela Calandri, professoressa associata in psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Torino, non si era ancora imbattuta nelle Sephora Kids.

Professoressa, il fenomeno la preoccupa?

"Mi preoccupa la creatura che a 8 anni usa il retinolo senza averne bisogno, ma ancora di più la donna che diventerà a diciotto. Per controllare il corpo non le basterà più una crema, vorrà che il chirurgo plastico le rifaccia il naso". 

Controllo del corpo, dei suoi cambiamenti. Quindi del tempo. Così giovani e già terrorizzate dall’invecchiamento?

"Non tutte. E non per colpa loro. Un genitore che si angoscia per una ruga o si massacra di allenamenti consegna un modello. E il modello della perfezione è quello che amplificano i social. Se il main stream deve essere bello, giovane e felice, non c’è posto per il diverso. Mi riferisco ai brutti, agli anziani ma anche alla disabilità".

A otto anni si dovrebbe mettere il rossetto alle bambole.

"Le bambine di questa età sono immerse in un brodo consumistico che non lascia scampo. Penso all’abbigliamento femminile già fortemente sessualizzato nella prima infanzia. O alla vertiginosa anticipazione di certi comportamenti addirittura alla fine della fanciullezza. Problema tremendo per le famiglie. Non sanno contrastare le pressioni del mercato. Hanno gli strumenti educativi di trent’anni fa in un contesto completamente cambiato. Non colpevolizzo i genitori. Registro il fatto che, avendo avuto loro un’adolescenza irrisolta, slittano sul piano della responsabilità e faticano a gestire il ruolo adulto".

Così assecondano le figlie sulla doppia detersione coreana del viso.

"Perché vogliono che sia felice. Perché ritengono che i bambini debbano essere sempre felici. Abbaglio clamoroso. La felicità autentica passa attraverso lo sconforto e la frustrazione, prevede il senso di fallimento. Tutte esperienze che si cercano di evitare a partire dalla nascita. Vuoi la crema da 80 euro? Te la compro a costo di rinunciare io all’estetista. Quando poi la bambina si accorge che non basta un unguento per essere ciò che vuole, crolla. Lo vediamo nell’aumentata fragilità degli adolescenti: difficoltà nelle relazioni, nel prestare attenzione, nel rispetto degli impegni scolastici".

Ma se è la ricerca della bellezza a dare felicità, perché no?

"Quale bellezza? Decisa da chi? Ciò che conta è come rappresentiamo mentalmente il nostro corpo e i significati che gli attribuiamo. Se è un corpo frammentato, come quello che passa attraverso la pornografia, allora la strada certa è l’insoddisfazione. Dieta, chirurgia, tatuaggi, attività fisica forsennata e blitz delle dodicenni in profumeria: tutto conferma il bisogno di controllo, quindi una condizione generalizzata di insicurezza. Viviamo in un’epoca di conflitti e paura dove però curiosamente non si parla mai di morte. Perché non si vende bene, non è bella".