La preside chiede scusa. Il cancello sbarrato torna a scorrere sui cardini. E da domani Sofia Luciani, la dodicenne disabile di Comacchio che rischiava di non poter più frequentare le scuole Fattibello, potrà tornare in aula. A seguito del clamore del caso sollevato dal nostro giornale, e finito ieri anche...

La preside chiede scusa. Il cancello sbarrato torna a scorrere sui cardini. E da domani Sofia Luciani, la dodicenne disabile di Comacchio che rischiava di non poter più frequentare le scuole Fattibello, potrà tornare in aula. A seguito del clamore del caso sollevato dal nostro giornale, e finito ieri anche all’attenzione di due ministri (quello della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi e quella della Disabilità Erika Stefani), la dirigente della scuola primaria ha telefonato in serata ai genitori della bimba – affetta da una rarissima sindrome, cieca e impossibilitata a camminare – chiedendo scusa per il pasticcio. Originato dal divieto, scattato solo lo scorso 13 aprile, di entrare con l’auto nel cortile della scuola (dove peraltro c’è un posto riservato ai disabili) in un orario comunque che non prefigurava problemi di assembramento o sicurezza. La dirigente Adriana Naldi ha anche chiesto un colloquio supplementare con i genitori di Sofia, per spiegare finalmente ciò che a tutti, da giorni, appariva inspiegabile, oltre che formalmente mai motivato: "Per mia figlia sono contenta, perché potrà tornare a scuola e proseguire il proprio pur difficile percorso – afferma mamma Maura Cavalieri –; ma l’azione legale che abbiamo intrapreso attraverso il Confad (coordinamento nazionale delle famiglie con disabilità, ndr) non si fermerà. Utile magari non a noi, ma a chi non ha avuto la possibilità di dar voce a un’ingiustizia". Ha prevalso comunque il buonsenso, per una volta almeno risultato in grado di scardinare la burocrazia.

Stefano Lolli