LISSONE (Monza) "C...o... mancava lei... 75190", dove il numero è quello che fu tatuato sul braccio della senatrice a vita Liliana Segre nel lager di Auschwitz. Un post su Facebook, quello con cui il consigliere provinciale brianzolo e capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Lissone Fabio Meroni...

LISSONE (Monza)

"C...o... mancava lei... 75190", dove il numero è quello che fu tatuato sul braccio della senatrice a vita Liliana Segre nel lager di Auschwitz. Un post su Facebook, quello con cui il consigliere provinciale brianzolo e capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Lissone Fabio Meroni (foto) ha attaccato la posizione pro-vaccino presa da Segre. Parole che hanno scatenato una pioggia di condanne nei confronti dell’esponente leghista, già sindaco per due mandati nella sua città ed ex deputato. Meroni, che è scettico sui vaccini anti-Covid, ha tenuto il punto per un giorno.

"Non mi è piaciuta la dichiarazione della senatrice Segre sui vaccini come unica via d’uscita dalla pandemia – ha spiegato –-. Rispetto la sua storia e non ho mai avuto intenzione di offenderla, ma non condivido quello che ha detto. Non è un medico. Ho usato quel numero perché se avessi scritto il nome della senatrice mi avrebbero bannato da Facebook". Poi, sull’onda delle reazioni, sono arrivate le scuse. Meroni ha rimosso il post (insieme a quelli No vax e a quelli con cui a gennaio aveva applaudito l’assalto a Capitol Hill) e ha provato a chiarire. "In questo clima d’odio purtroppo anch’io mi sono lasciato coinvolgere e in modo totalmente sbagliato ho cercato di esprimere il mio pensiero. Voglio chiedere scusa alla senatrice Segre e se un giorno avrò l’onore di poterle parlare spiegherò personalmente il mio pensiero. Lascio ad altri, odiatori da tastiera, sfogarsi contro di me". Intanto anche la Lega annuncia provvedimenti. Fabio Luongo