30 mar 2022

La pirateria danneggia l’editoria "Intervenire contro gli illeciti"

Al convegno con Aie e Fieg presentata una ricerca Ipsos: ogni giorno commesse 322mila contraffazioni

ettore maria colombo
Cronaca

di Ettore Maria Colombo

Durante la pandemia è cresciuto enormemente in Italia il fenomeno della pirateria di libri a stampa, ebook e audiolibri. Nel 2021 sono stati infatti compiuti 322mila atti di pirateria al giorno, in crescita del 5% rispetto al 2019. Il danno per il sistema Paese è, contanto anche l’indotto, di 1,88 miliardi, con un mancato gettito fiscale di 322 milioni di euro e una perdita di posti di lavoro stimata in 13.100 unità. Queste le nude e preoccupanti cifre emerse dalla seconda analisi commissionata dall’Associazione Italiana Editori (Aie) all’istituto di ricerca Ipsos, ricerca presentata ieri da Nando Pagnoncelli al ministero della Cultura, alla presenza del presidente di Aie, Ricardo Franco Levi, del presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Giuseppe Moles. Un convegno ricco di dati e di spunti cui hanno partecipato anche scrittori come Stefania Auci, esponenti dell’Agcom e della Guardia di Finanza.

Il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, mette subito il dito nella piaga: "Il settore dell’editoria giornalistica è colpito da fenomeni di pirateria digitale che vanno dalla diffusione illecita di opere protette attraverso siti web illegali e canali social fino alle rassegne stampa online realizzate e diffuse senza l’autorizzazione dei titolari dei diritti di sfruttamento delle opere riprodotte. L’evoluzione economica e tecnologica rappresenta oggi la sfida più complessa per le autorità impegnate a contrastare il fenomeno". Secondo Riffeser Monti è dunque necessario "continuare a garantire un costante presidio a tutela della libertà d’informazione e del prodotto editoriale". "La collaborazione avviata dalla Fieg con la Guardia di Finanza – aggiunge Riffeser Monti –, unitamente agli strumenti di contrasto introdotti dalle procedure dell’Agcom, sono la migliore garanzia per una piena comprensione del fenomeno e per il suo più efficace contrasto". Il presidente della Fieg ricorda anche le "ingenti perdite subite dalle imprese editoriali a causa della proliferazione di canali, chat e siti dedicati alla diffusione non autorizzata di testate giornalistiche, perdite stimate, da un’analisi molto conservativa della Fieg, in circa 250 milioni di euro l’anno". Tra le azioni proposte dalla Fieg, c’è "il lancio di una campagna istituzionale di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per una presa di coscienza della gravità, anche sociale, di tutte le attività illegali che usurpano opere intellettuali altrui", attività che dovrebbero essere percepite alla stregua di "furti o rapine di beni tangibili".

"Con la pirateria – rincara la dose Ricardo Franco Levi, presidente dell’Aie – si perde 13 delle vendite di libri e quindi anche posti di lavoro, per le casse dell’erario e soprattutto perdita di futuro per i giovani che stanno dietro la filiera". "È indispensabile – continua Levi – un’azione di contrasto, soprattutto sui risvolti illegali e criminali della pirateria. È inammissibile che chi si arricchisce con la pirateria possa nascondersi dietro l’anonimato della rete e, anche se individuato, possa usufruire di pene lievi e non adeguate. Se ci sono canali dove avvengono transazioni illecite devono essere chiusi e non riaprire il giorno dopo" (come i canali Telegram).

Il sottosegretario con delega all’Editoria, Giuseppe Moles, raccoglie il grido di dolore degli editori di giornali e di libri, e di fronte a dati "allarmanti", propone, nel contrastare l’attacco della pirateria, non solo l’azione repressiva, ma anche "un serio lavoro sul piano educativo, da fare insieme alle scuole e alle famiglie, per costruire una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori finali. Il nostro compito deve essere di lavorare anche a una sensibilizzazione digitale, rendendo le persone consapevoli dei vantaggi che derivano dall’usufruire di prodotti attraverso i canali legali". Una speranza per chi legge giornali e libri in modo legale, e non pirata.

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