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Firenze, 5 dicembre 2014 - Una vita “teatrale” di Giorgio La Pira (194-1977), scritta per essere interpretata al teatro o per una riduzione cinematrografica.

La vita di La Pira è stata avventurosa, dal napalm del Vietnam alla tensioni del Cile di Allende. Nino Giordano, docente di lettere a Firenze, autore con Fabrizio Maestrini di due pregevoli lavori di parafrasi in linguaggio contemporaneo dell'Inferno e il Purgatorio di Dante, ha a sua volta interpretato in modo originale la vicenda lapiriana affrontando per il teatro e il cinema la stesura di 'Un cristiano per la città sul monte. Giorgio La Pira' edito dalla Lef-Libreria editrice fiorentina. Giordano non si è limitato a consultare le fonti scritte editate finora ma ha raccolto ulteriori informazioni da altri testimoni. Ne discuteranno con lui, sabato 6 dicembre, alle 16, nelle antiche cantine del frantoio dell'Abbazia di San Miniato al Monte, Ettore Bernabei, p. Marco Malagola, mons. Gastone Simoni e Gianni Conti.

Segue la proiezione del film: 'Giorgio La Pira, la città posta sul monte' realizzato da Mirko Pieri e Daniele Guerriero, su sceneggiatura di Giordano e Cinzia Spinelli. L'ingresso per l'appuntamento è dalla cripta della Basilica. Su http://vimeo.com/81792013 si può gustare un assaggio del film che verrà proiettato su La Pira. Tra le testimonianze quella di Giovanni Pallanti che invita a non cadere nella trappola di un'iconografia di La Pira come “un santino” o “una macchietta”.

C'è un lavoro robusto di ricerca storica, alimentato soprattutto dalla Fondazione La Pira guidata da Mario Primicerio, che dà luogo a una pubblicazione continuativa di opere sul sindaco. Polistampa ha editato recentemente, nella collana 'I Libri della Badia' le corrispondenze e non solo de 'Il carteggio Betti-La Pira', a cura di Giuliano Crifò, comprensivo degli scritti intercorsi tra la Pira e il suo professore di Diritto Romano Emilio Betti (la cui influenza, anche in termini esistenziali, viene opportunamente sottolineata dal volume), 'La forza della speranza', che ripercorre di La Pira per immagini (con i testi di Riccardo Clementi) e, con testo italiano-inglese, 'La Pira, l'Europa dei popoli e il mondo: le pietre del dialogo', dedicato a Carla Guiducci Bonanni, che raccoglie atti, immagini e documenti dell'omonima mostra organizzata presso La Biblioteca Nazionale Centrale. Tra le tante perle da raccogliere in queste letture, quest'osservazione di Betti scritta il 20 novembre 1933, quando il giovane La Pira deve dare una sterzata alla sua vita partecipando ai concorsi per la cattedra di Diritto Romano. “Purtroppo il mondo accademico italiano è un mondo di farisei e di camorrisiti spregevoli, nel quale chi ha faccia tosta e gòmiti forti può arrivare a collocarsi prima e meglio di chi attende silenzioso al compito quotidiano dello studio e dell'insegnamento. Non lo dimentichi e apra tanto d'occhi”. Un po' amaro, ma è riferibile solo a ieri? E solo al mondo accademico?