La piazza del Ddl Zan
La piazza del Ddl Zan
Manifestazioni di protesta delle organizzazioni Lgbt in diverse città d’Italia contro l’affossamento del ddl Zan, ma anche un centrosinistra che ribolle dopo che l’Aula del Senato ha di fatto decretato la fine del progetto del ’nuovo Ulivo’ tanto caro al segretario dem, Enrico Letta. Il quale lancia l’idea di una proposta di legge di iniziativa popolare sui diritti Lgbt, pronto ad appoggiare la raccolta firme. Tra i dem in Parlamento c’è chi dice che, se non altro, la sconfitta sul ddl Zan ha svelato i posizionamenti in campo: di Italia Viva, innanzitutto,...

Manifestazioni di protesta delle organizzazioni Lgbt in diverse città d’Italia contro l’affossamento del ddl Zan, ma anche un centrosinistra che ribolle dopo che l’Aula del Senato ha di fatto decretato la fine del progetto del ’nuovo Ulivo’ tanto caro al segretario dem, Enrico Letta. Il quale lancia l’idea di una proposta di legge di iniziativa popolare sui diritti Lgbt, pronto ad appoggiare la raccolta firme. Tra i dem in Parlamento c’è chi dice che, se non altro, la sconfitta sul ddl Zan ha svelato i posizionamenti in campo: di Italia Viva, innanzitutto, ma anche di Forza Italia. Il ‘collante’ del sogno-Colle per Silvio Berlusconi, tiene gli azzurri al momento saldamente ancorati a Lega e Fd’I, è la lettura dem. "Si è sancita una rottura – ecco il ragionamento dello stesso segretario dem – anche una rottura di fiducia, a tutto campo. Con Italia Viva, ma complessivamente con la parte che ha votato in quel modo. Forza Italia dov’è? Forza Italia sta con Pillon e Orban? È la Forza Italia che sta nel Ppe, dove la Von der Leyen è la più dura avversaria di Orban?". La tesi dei dem, insomma, è che ad affossare lo Zan sia stato il centrodestra con "l’aiuto" di Matteo Renzi che ha iniziato a far pesare la golden share del gruppo al Senato in vista della partita del Quirinale, ma è una ricostruzione che resta indigesta allo stesso Renzi che, infatti, ha ribattuto: a far fallire lo Zan è stato il "muro contro muro" di Pd e M5s, "una scelta suicida". Uno dei senatori che ha seguito passo passo il pallottoliere del voto a palazzo Madama racconta una versione diversa: "I numeri in partenza non erano buoni, poi ci sono state rassicurazioni. È finita peggio delle previsioni di partenza, almeno 20 voti si sono spostati dall’altra parte. Qualcuno, dunque, è venuto meno alla parola data". E il centrodestra che solo poche ore fa applaudiva dai banchi del Senato per l’affossamente della legge, ieri – con Matteo Salvini – si è detto "disponibile a ripartire". "La proposta della Lega, di ascolto, mediazione e buon senso c’è già, è in Commissione Giustizia, è un disegno di legge che aumenta le pene per chi insulta, aggredisce e discrimina. Ripartiamo da un testo che unisce e non che divide come era lo Zan". Giorgia Meloni, invece, pensa a regolare i conti, anche con la sua parte politica: "Il ddl Zan lo ha affossato la sinistra".

Intanto, ieri a Roma alcune centinaia di persone hanno protestato con una manifestazione non autorizzata vicino al Colosseo. "Quello che ci ha fatto la politica è davvero uno scempio – ha commentato la vicepresidente dell’associazione Libellula, Samantha Trapanotto –, ma noi non molliamo, lotteremo per i nostri diritti". In migliaia sono scesi in strada a Milano, all’Arco della Pace. "Siamo in diecimila, l’Italia merita di più", ha detto Fabio Pellegatta, presidente di Cig Arcigay.