Marco Del Monaco con la mamma Antonietta Scognamiglio
Marco Del Monaco con la mamma Antonietta Scognamiglio
Marco ce l’ha fatta. È arrivato in vetta alla salita e ha conquistato la laurea che ha inseguito con tanta determinazione. Ma Marco non si è laureato e basta, ha deciso di indossare idealmente la maglia gialla, come fanno i campioni del Tour de France, e di scalare la montagna del suo percorso accademico conquistando il titolo con una votazione di 110 e lode. Chapeau, direbbero i francesi. E sì, giù il cappello signori. Perché Marco se lo è proprio meritato e, come accade ai veri campioni, ad attenderlo sul "traguardo" c’erano il rettore dell’università di Pisa, Paolo Mancarella e il delegato per la disabilità, Luca Fanucci. Marco Del Monaco, 25 anni, pisano, è affetto da paralisi cerebrale infantile, un’invalidità permanente provocata da una negligenza...

Marco ce l’ha fatta. È arrivato in vetta alla salita e ha conquistato la laurea che ha inseguito con tanta determinazione. Ma Marco non si è laureato e basta, ha deciso di indossare idealmente la maglia gialla, come fanno i campioni del Tour de France, e di scalare la montagna del suo percorso accademico conquistando il titolo con una votazione di 110 e lode. Chapeau, direbbero i francesi. E sì, giù il cappello signori. Perché Marco se lo è proprio meritato e, come accade ai veri campioni, ad attenderlo sul "traguardo" c’erano il rettore dell’università di Pisa, Paolo Mancarella e il delegato per la disabilità, Luca Fanucci.

Marco Del Monaco, 25 anni, pisano, è affetto da paralisi cerebrale infantile, un’invalidità permanente provocata da una negligenza durante il parto che ne ha limitato gravemente la capacità di movimento ed espressione verbale, ma che non lo ha sconfitto. Anzi. Lunedì scorso ha conseguito la laurea triennale in Discipline dello spettacolo e della comunicazione con una tesi intitolata Il punto di ripresa sitting. "Marco – racconta la mamma, Maria Antonietta Scognamiglio, consigliera comunale del Pd e una vita spesa per i diritti dei disabili – ha sempre dimostrato una forte volontà di superare barriere. È arrivato alla laurea anche grazie all’utilizzo di strumenti, come la Comunicazione aumentativa, per mezzo dei quali è riuscito a esprimere disagi e difficoltà, nonostante la sua capacità di produzione verbale sia gravemente limitata". Limitata, certo. Ma sufficiente a dimostrare a tutti di che pasta è fatto questo ragazzo che oggi rende orgogliosa tutta la famiglia.

"L’utilizzo delle nuove tecnologie – racconta il neo dottore – mi ha permesso di costruirmi la vita seguendo le mie passioni. Comunicare è diventata la mia ossessione e sono contento di essere riuscito a farlo". Certo non bastano un pc e un mouse, c’è dietro un lavoro enormemente faticoso, svolto con costanza e il supporto di tutor e familiari. "Questi strumenti – aggiunge la mamma – insieme alla sua tenacia, gli hanno permesso di ottenere il diploma di maturità e di completare gli studi accademici. È importante sapere che esistono strategie e tecniche che consentono di aprire nuove porte. Questa non è solo la laurea di Marco, ma un messaggio di incoraggiamento per tutti i ragazzi che vogliono intraprendere questo percorso".

Perché anche la tesi di Marco è un "manifesto" che vale la pena di leggere: lo studente si è laureato con la tutor Sandra Lischi e davanti a una commissione composta anche dai professori Maurizio Ambrosini, Elena Marcheschi, Chiara Tognolotti e Giacomo Turbanti, presentando un video accompagnato da una relazione scritta in cui racconta la propria condizione di estrema sensibilità al meteo, riuscendo a rendere tramite effetti di colore, elaborazioni dell’immagine e metamorfosi che ben descrivono il malessere psicofisico della sua "meteoropatia", ovvero i suoi frequenti sbalzi d’umore collegati anche disagi fisici. Il tutto visto da seduto, poiché Marco è costretto sulla sedia a rotelle.

Il lavoro si rifà alle ricerche poetiche e linguistiche di Gianni Toti, uno dei principali videoartisti a livello internazionale. Lo studente ha unito le competenze acquisite nei laboratori pratici alle conoscenze assimilate durante gli studi, costruendo un lavoro ricco di notazioni, spunti anche autoironici, elementi di un’autobiografia del sentire e dello sguardo, aiutandosi con la "Comunicazione aumentativa alternativa", un linguaggio che usa rinforzi iconici per coadiuvare le persone con limitazioni e difficoltà espressive orali. "Desidero – conclude Marco – ringraziare l’Ufficio servizi per l’integrazione di studenti con disabilità, i tutor, i docenti perché hanno praticato ascolto, accoglienza e rispetto della diversità, rendendo possibile la pratica di differenti forme di comunicazione".