3 mag 2022

La nonna e il cognome della madre Quelle leggende sul Fuhrer israelita

Lo storico Guerrazzi: "Nessun fondamento, sono nate in ambienti complottisti"

La nonna Maria Anna Schcklgruber messa incinta da un ebreo, tal Frankenberger, da cui lavorava come servetta a Graz; la mamma che portava un cognome comune tra gli ebrei convertiti al cattolicesimo ai quali l’imperatrice Maria Teresa aveva concesso la cittadinanza austriaca. Le leggende metropolitane, che si sono perfezionate negli anni per dimostrare che Adolf Hitler (foto) fosse un ebreo deciso a dimostrare di non esserlo, sterminando i suoi simili, sono state tutte regolarmente e decisamente respinte dagli storici.

Della prima si conosce anche l’autore: Hans Frank, avvocato di Hitler e governatore nazista della Polonia occupata, che al processo di Norimberga dichiarò di avere delle prove (false) sull’ebraismo del Fuhrer. Confutazioni evidentemente snobbate dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov: nel programma tv di Mediaset, ‘Zona Bianca’, ha sostenuto candidamente le origini israelitiche di Hitler per dimostrare che, se lo ha fatto persino il Fuhrer, anche un ebreo come il presidente ucraino Volodymyr Zelensky può essere un nazista.

Che non ci sia neanche un briciolo di verità nelle parole di Lavrov, lo conferma lo storico Amedeo Osti Guerrazzi, esperto di Shoah. Ha appena firmato la docufiction ‘Storie della Shoah in Italia. I complici’. "Sono esternazioni che si nutrono di leggende metropolitane e di complottismi nati in ambienti neonazisti e negazionisti – chiarisce –, tesi a dimostrare che, ammesso che ci sia stata un Olocausto, la colpa è da ricondurre agli ebrei, trasformandoli quindi da vittime in carnefici".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?