Pronti alla piazza. La manovra non convince i sindacati, insoddisfatti innanzitutto sul fronte delle pensioni La Fiom-Cgil proclama un pacchetto di otto ore di sciopero. Cgil, Cisl e Uil aspettano di leggere il testo definitivo della legge di Bilancio. Intanto i segretari Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri si danno appuntamento sabato per una riunione in cui fare il punto sulle eventuali mobilitazioni da mettere in campo. Intanto, Bombardieri è chiaro: sulla scelta di Quota 102 per le pensioni "la Uil non ci sta ed è pronta se necessario a scendere in piazza". E resta il pressing perché il governo apra "subito" il tavolo di confronto con i sindacati sulla previdenza, come rimarca Sbarra: tra le richieste, quella di poter uscire dal mondo del lavoro a partire da 62 anni, con 41 anni di contributi a prescindere dall’età e costruire una pensione di garanzia per i giovani, "intrappolati" tra il sistema contributivo puro e carriere lavorative frammentate e discontinue. Anche sul fisco la questione è aperta con la richiesta unitaria che il taglio delle tasse questa volta riguardi i lavoratori ed i pensionati. "Non mi aspetto uno sciopero generale, mi sembrerebbe strano. C’è la disponibilità del governo a ragionare", commenta il premier Mario Draghi sottolineando come comunque la "decisione sta ai sindacati".