di Giampaolo Pioli L’incubo è tornato. Un terremoto di magnitudo 7,2 ha colpito ieri mattina Haiti, distruggendo gli edifici di Les Cayes e Jeremy a 160 chilometri dalla capitale Port au Prince. Le vittime accertate sono almeno 225, ma i soccorritori sono al lavoro e il bilancio potrebbe essere ancora più tragico. La scossa è stata avvertita dalla Jamaica a Cuba. Le immagini mostrano case, scuole, chiese e alberghi...

di Giampaolo Pioli

L’incubo è tornato. Un terremoto di magnitudo 7,2 ha colpito ieri mattina Haiti, distruggendo gli edifici di Les Cayes e Jeremy a 160 chilometri dalla capitale Port au Prince. Le vittime accertate sono almeno 225, ma i soccorritori sono al lavoro e il bilancio potrebbe essere ancora più tragico. La scossa è stata avvertita dalla Jamaica a Cuba. Le immagini mostrano case, scuole, chiese e alberghi sventrati e i residenti che scavano tra le macerie, urlando il nome di qualcuno rimasto schiacciato. La scossa si è verificata alle 8,30 del mattino ora locale, le 13,30 in Italia.

Quando, nel 2010 un altro mostruoso terremoto colpì Port Au Prince i morti furono 220mila, con 300mila feriti e 1,5 milioni di persone ancora oggi senza casa. L’evento seguito da un’epidemia di colera, cadde proprio in mezzo a due degli uragani tropicali più violenti del nuovo secolo e che proprio ad Haiti hanno colpito con la loro forza devastatrice: Jeanne nel 2004 e Matthew nel 2016. A causa di questa serie di calamità, Haiti vive in uno stato di perenne emergenza umanitaria, ulteriormente aggravata dal 2020 dal Covid 19. Poco dopo il terremoto di ieri, l’agenzia statunitense Usgs ha emesso un’allerta tsunami per l’avanzata di onde gigantesche al largo delle coste. Allarme successivamente revocato. Ma è attesa tra domani e martedì la tempesta tropicale ‘Grace’.

Il premier Ariel Henry ha annunciato che il governo mobiliterà tutte le risorse a disposizione per assistere la popolazione colpita, mentre il presidente Usa Joe Biden ha annunciato aiuti "immediati" al Paese, ormai in ginocchio tra crisi politica, povertà, violenza e la pandemia. L’Onu ha fatto scattare un piano di interventi immediati. Unicef , Croce Rossa internazionale e Caritas hanno raggiunto le zone colpite per portare la prima assistenza alle famiglie e ai bambini. E il nuovo sisma va ad aggiungere l’ennesima crisi a un Paese politicamente allo sbando, dopo che poco più di un mese fa il presidente Jovenel Moise è stato assassinato nella sua casa da un commando di uomini armati: ulteriore scompiglio, oltre alla violenza delle bande e dopo i disastri del Covid-19.