Sandro Neri Il taglio del traguardo è atteso per giovedì. Nel corso di quella giornata la Lombardia raggiungerà il tetto di 5 milioni di vaccini. Un numero da record, considerato che la platea dei vaccinandi, nel territorio regionale, è di nove milioni di persone e che la Lombardia è costretta a marciare al ritmo di 85.000 dosi al giorno solo a causa della carenza di scorte garantita dal commissario...

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Neri

Il taglio del traguardo è atteso per giovedì. Nel corso di quella giornata la Lombardia raggiungerà il tetto di 5 milioni di vaccini. Un numero da record, considerato che la platea dei vaccinandi, nel territorio regionale, è di nove milioni di persone e che la Lombardia è costretta a marciare al ritmo di 85.000 dosi al giorno solo a causa della carenza di scorte garantita dal commissario nazionale. Con una dote di vaccini disponibile diversa, potrebbe somministrare 140.000 dosi al giorno o addirittura 170.000 se la vaccinazione fosse estesa alle aziende. "Siamo costretti a tenere una velocità più bassa di quella che potremmo avere", precisa Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare. Aggiungendo come, partendo con la vaccinazione degli under 49 con 120.00 iniezioni al giorno, la Lombardia potrebbe chiudere la campagna il 10 luglio. "Se invece resteranno 85.000 come adesso, ci arriveremo il 30 agosto". Numeri che certificano come la Lombardia abbia decisamente cambiato passo.

Resta il peso dei lutti e delle molte tragedie che hanno segnato il primo anno di lotta alla pandemia. Mesi di dolore e di vicende tuttora oggetto di inchieste giudiziarie. Ma che i risultati della campagna vaccinale stanno di colpo sottraendo allo scontro e alla polemica politica che hanno avvelenato tutto il primo anno di emergenza Coronavirus in terra lombarda. La regione più colpita – e colpita per prima – che per questo oggi ha voglia di ripartire e, di conseguenza, di vaccinarsi. Non a caso il rifiuto di Astrazeneca si attesta intorno allo 0,5 per cento. Un indice molto più basso di quello registrato a livello nazionale. Diverse le ragioni del cambio di passo che sta riscattando la Lombardia. In primo luogo, la scelta di cambiare la piattaforma informatica che gestisce le prenotazioni. Quella in vigore fino a due mesi fa non era in grado di funzionare e la rescissione del contratto da parte della Regione ha dato subito frutto. Poi l’apertura di centri vaccinali massivi, capaci di migliorare performance e organizzazione.