Andrea Cangini * Provi, il lettore, a trovare una logica nei dati di fatto che seguono: l’opera lirica è un’invenzione italiana; l’opera lirica è una delle principali ragioni del prestigio dell’Italia nel mondo; l’Italia ha una miriade di eccellenti interpreti lirici; lo spettacolo dal vivo, di cui lirica è l’emblema, è tra i settori più penalizzati dalle conseguenze della pandemia; buona parte dei...

Andrea

Cangini *

Provi, il lettore, a trovare una logica nei dati di fatto che seguono: l’opera lirica è un’invenzione italiana; l’opera lirica è una delle principali ragioni del prestigio dell’Italia nel mondo; l’Italia ha una miriade di eccellenti interpreti lirici; lo spettacolo dal vivo, di cui lirica è l’emblema, è tra i settori più penalizzati dalle conseguenze della pandemia; buona parte dei ruoli delle opere liriche rappresentate nei teatri e nei festival italiani è assegnato ad artisti stranieri. Situazione, evidentemente, paradossale.

La notizia è che il paradosso verrà sanato. Nei giorni scorsi, infatti, ho presentato un emendamento al testo unico di riforma dello spettacolo dal vivo per prevedere che una quota significativa del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) sia condizionata alla presenza nei cartelloni delle rappresentazioni liriche di almeno il 75% di interpreti italiani. Notizia nella notizia, l’emendamento, che dopo un serrato confronto ha avuto il via libera informale del ministero, è stato firmato da tutti i membri dei gruppi di maggioranza delle commissioni Cultura e Lavoro del Senato.

La lirica agli italiani non è un cedimento alla retorica sovranista. È un modo per fissare un principio e correggere un’ingiustizia. Era necessaria una legge? Purtroppo, sì. Al netto delle star internazionali, dalla Francia agli Stati Uniti è consuetudine di tutti i grandi Paesi privilegiare i "propri" interpreti. Da noi, no. Perciò quella norma che agli altri non serve risulta invece necessaria nella patria del Belcanto. Così come sono necessari un registro degli agenti, uno degli artisti, parametri retributivi inderogabili... Elementi compresi in un ddl che ho presentato in Senato e che saranno assorbiti dagli emendamenti dei relatori della riforma: Roberto Rampi e Nunzia Catalfo. Ancor più necessario, ai fini previdenziali, era riconoscere la discontinuità come elemento caratterizzate la professione di lavoratore dello spettacolo. E anche questo sarà fatto.

* Senatore, responsabile Cultura di Forza Italia