Una motovedetta libica ieri ha aperto il fuoco contro tre pescherecci italiani
Una motovedetta libica ieri ha aperto il fuoco contro tre pescherecci italiani
di Giulia Prosperetti Spari in aria e contro le imbarcazioni italiane per rivendicare il proprio diritto esclusivo su quella che rappresenta una vera e propria riserva di tonni e sardine. La controversia sullo status legale delle acque del golfo della Sirte continua a incrinare le relazioni tra il nostro Paese e la Libia mettendo a repentaglio la sicurezza dei pescatori italiani. A pochi giorni dall’intervento di nave Alpino in Cirenaica, che ha visto la Marina Militare respingere un tentativo di abbordaggio (e di probabile sequestro) da parte di un’unità ‘pirata’ delle forze del generale Khalifa Aftar ai danni di sette motopesca di Mazara del Vallo, uno dei...

di Giulia Prosperetti

Spari in aria e contro le imbarcazioni italiane per rivendicare il proprio diritto esclusivo su quella che rappresenta una vera e propria riserva di tonni e sardine. La controversia sullo status legale delle acque del golfo della Sirte continua a incrinare le relazioni tra il nostro Paese e la Libia mettendo a repentaglio la sicurezza dei pescatori italiani. A pochi giorni dall’intervento di nave Alpino in Cirenaica, che ha visto la Marina Militare respingere un tentativo di abbordaggio (e di probabile sequestro) da parte di un’unità ‘pirata’ delle forze del generale Khalifa Aftar ai danni di sette motopesca di Mazara del Vallo, uno dei pescherecci è stato nuovamente attaccato, questa volta al largo della Tripolitania e da una motovedetta militare libica del nuovo governo di unità nazionale di Abdulhamid Dbeibah. Uno scontro che ha rischiato di finire in tragedia. Nella raffica di colpi sparati dalla guardia costiera contro il peschereccio siciliano Aliseo è, infatti, rimasto ferito al braccio il comandante Giuseppe Giacalone.

Scattata la segnalazione, nel primo pomeriggio di ieri, è intervenuta in soccorso dell’Aliseo la fregata Libeccio della Marina Militare, impegnata nell’Operazione Mare Sicuro. Al momento dell’attacco il motopesca di Mazara del Vallo si trovava, insieme ai pescherecci Artemide e Nuovo Cosimo, a circa 35 miglia nautiche dalla costa libica, a nord della città di Al Khums, in una zona definita dal Comitato di Coordinamento Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti e delle Infrastrutture ‘ad alto rischio’. "L’intervento – spiega la Marina Militare – si è reso necessario per la presenza di una motovedetta della Guardia Costiera libica in rapido avvicinamento ai motopesca italiani. Nave Libeccio, che al momento della segnalazione si trovava a circa 60 miglia dalla scena d’azione, ha diretto verso i motopesca alla massima velocità e ha mandato in volo l’elicottero di bordo, il quale giunto in area ha preso contatto radio con il personale della motovedetta. Per verificare la situazione, – prosegue il racconto dei militari – è stato inoltre immediatamente dirottato in zona un velivolo da ricognizione della Marina Militare P-72, il quale ha riportato di avere assistito ad alcuni colpi d’arma da fuoco di avvertimento da parte della motovedetta libica".

In serata la Marina ha fatto sapere che "l’Aliseo è libero" e "gli altri due motopesca intercettati dai libici, l’Artemide e il Nuovo Cosimo, si trovano in navigazione verso nord ed in sicurezza". Dopo l’attacco Giacalone è stato trasbordato dal personale libico a bordo della motovedetta per presunti accertamenti medici per poi essere rilasciato. Il comandante del peschereccio è stato, poi, sottoposto a controllo sanitario e cure mediche da parte del personale medico a bordo della fregata Libeccio.

"Papà sta bene, è solo ferito lievemente a un braccio e alla testa da alcune schegge del vetro della cabina andato in frantumi. L’Aliseo è stato liberato dai libici e sta facendo rientro a Mazara" hanno fatto sapere Alessandro e Giacomo Giacalone, i figli del comandante. Dalla Marina libica il portavoce Masoud Ibrahim Abdelsamad ha ammesso che in caso di sconfinamenti nell’area contesa i militari sono autorizzati a "sparare in aria colpi di avvertimento" ma ha negato che possano aver deliberatamente mirato alle imbarcazioni.