Monica Peruzzi Alzi la mano chi, aprendo un confronto sul tema della libertà femminile e dei diritti, non si è sentita propinare, almeno una volta, la storia delle tribù di cacciatori-raccoglitori, con i ruoli delineati in modo ben chiaro, sin dalla notte dei tempi: la donna ad accudire la prole, l’uomo a caccia. Per questo siete nate, è spesso il corollario, per questo concepite. Una teoria...

Monica

Peruzzi

Alzi la mano chi, aprendo un confronto sul tema della libertà femminile e dei diritti, non si è sentita propinare, almeno una volta, la storia delle tribù di cacciatori-raccoglitori, con i ruoli delineati in modo ben chiaro, sin dalla notte dei tempi: la donna ad accudire

la prole, l’uomo a caccia.

Per questo siete nate, è spesso

il corollario, per questo concepite. Una teoria granitica dei ruoli basata sul genere, che continuava a trovare conferme. Fino alla scoperta dei resti di un grande cacciatore che aveva abitato le Ande del Perù circa 9mila anni fa. Resti

di una donna, un’antica cacciatrice. Gli esami sulle sepolture risalenti a periodi simili, in tutte le Americhe, hanno rivelato che il 30-50% degli individui che partivano per la caccia era biologicamente femminile. Un colpo di scena che entra a gamba tesa nel dibattito sui ruoli, perché, a quanto sostengono i ricercatori, questo ritrovamento non è che l’ultima di una serie di prove, già da tempo sotto i nostri occhi, ma che nessuno ha voluto vedere. Un po’ come se ignorare l’evidenza la facesse, nei fatti, sparire.

La caccia, se ci si ferma a riflettere, doveva richiedere il maggior numero possibile di adulti prestanti. Servivano gambe e braccia forti, per aumentare le possibilità di abbattere la preda, limitando al massimo le perdite umane. E questo, possiamo immaginare alla luce di questa scoperta, indipendentemente dal sesso biologico. Una madre poteva aiutare la comunità nella caccia, dopo aver svezzato il suo bambino. Ma anche durante quella fase le donne potevano dare il loro contributo, con una comunità organizzata per badare ai piccoli. Non funzionava in maniera troppo diversa, rispetto a oggi, insomma, con le donne che possono svolgere le mansioni degli uomini, a patto che vengano aiutate dalla comunità. Una lezione di antropologia da tenere bene

a mente, per le moderne cacciatrici-raccoglitrici:

non fatevi dire "sono cose da uomini", ma pretendete l’aiuto che vi è dovuto dalle istituzioni e da chi vi sta accanto.