Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, 53 anni
Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, 53 anni
di Elena G. Polidori Un summit per decidere di dare l’assalto definitivo alle ritrosie del governo sulle riaperture e la spallata definitiva al coprifuoco. A partire dal 2 giugno. Ieri il leader leghista, Matteo Salvini, ha riunito i ministri e i governatori del Carroccio, presenti anche gli amministratori locali, per fare il punto in vista della cabina di regia di domani che, almeno nelle intenzioni, potrebbe rivedere i parametri delle riaperture previste, a partire proprio dal coprifuoco. Fonti del governo sostengono che non dovrebbe cambiare molto,...

di Elena G. Polidori

Un summit per decidere di dare l’assalto definitivo alle ritrosie del governo sulle riaperture e la spallata definitiva al coprifuoco. A partire dal 2 giugno. Ieri il leader leghista, Matteo Salvini, ha riunito i ministri e i governatori del Carroccio, presenti anche gli amministratori locali, per fare il punto in vista della cabina di regia di domani che, almeno nelle intenzioni, potrebbe rivedere i parametri delle riaperture previste, a partire proprio dal coprifuoco. Fonti del governo sostengono che non dovrebbe cambiare molto, perché il posticipo del coprifuoco, alle 23 o più probabilmente a mezzanotte, è previsto dal 24 di maggio, ma dopo la riunione con Salvini, il ministro del Turismo, Garavaglia, si è lasciato andare ad una valutazione che dà il senso del pressing che la Lega ha intenzione di esercitare sul premier Draghi (ieri c’è stato un colloquio telefonico con Salvini). "Il messaggio del coprifuoco non funziona per il turismo - ha spiegato - vale per l’emergenza, non per un periodo sereno, con un’Italia in giallo. Credo che la restrizione abbia i giorni contati: ci auguriamo che venga ridimensionato in fretta e che si possa dare il messaggio che dai primi di giugno, mi viene da dire dal 2 giugno che è la Festa della Repubblica, non ci sia più". Il ragionamento fatto durante la riunione del Carroccio è il seguente: è necessario far partire il lavoro, perché "ci sono milioni di persone – ha detto Salvini – che stanno rischiando il posto" e la stagione estiva dovrà essere un momento di ripartenza del turismo e dell’economia in generale. E con le restrizioni in essere "il turismo non arriva – è il mantra che arriva da via Bellerio – e la principale industria del Paese non riparte".

Ecco quindi le richieste che arriveranno sul tavolo della cabina di regia da parte della Lega, portavoce il ministro Giancarlo Giorgetti: avanti con l’apertura anche dei locali al chiuso, almeno al 50%, ai parchi tematici, alle palestre e alle piscine al chiuso e ai matrimoni. "L’Italia ha dati sanitari confortanti – sostiene Salvini – che ci permettono di chiedere, a nome di migliaia di sindaci, il ritorno al lavoro, alla libertà e alla vita; anche le riaperture di fine aprile non hanno portato alcun risultato negativo, si assiste anzi ad un costante miglioramento". La strategia è condivisa anche dal governatore ligure Giovanni Toti: "Bisogna ridare ai cittadini e alle imprese un po’ di fiato – ha commentato – sfruttando la campagna vaccinale che finalmente va". Ma dal ministro della Salute, Roberto Speranza, arriva ancora una volta un invito alla gradualità: "Le riaperture devono essere ponderate – ha ribadito – per non tornare mai più indietro". Parole che fanno intuire l’inizio di un nuovo scontro sulle riaperture tutto interno alla maggioranza che sostiene Draghi.