Matteo Salvini, 48 anni, e, sullo sfondo, Roberto Speranza, classe 1979
Matteo Salvini, 48 anni, e, sullo sfondo, Roberto Speranza, classe 1979
di Ettore Maria Colombo Sì a Speranza, no al ddl Zan, la Lega astenuta in Consiglio dei ministri. Matteo Salvini è sempre più nervoso e la sua sembra la politica dello zig-zag. Ma la verità è un’altra, assai più prosaica. Sul tavolo del leader leghista stanno per planare nuovi intenzioni di voto che sforna, per il centrodestra, la sondaggista Alessandra Ghisleri (la sola di cui, storicamente, si fida Silvio Berlusconi, per dire). Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia...

di Ettore Maria Colombo

Sì a Speranza, no al ddl Zan, la Lega astenuta in Consiglio dei ministri. Matteo Salvini è sempre più nervoso e la sua sembra la politica dello zig-zag. Ma la verità è un’altra, assai più prosaica. Sul tavolo del leader leghista stanno per planare nuovi intenzioni di voto che sforna, per il centrodestra, la sondaggista Alessandra Ghisleri (la sola di cui, storicamente, si fida Silvio Berlusconi, per dire). Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia ‘mangiano’ in testa Salvini e i consensi della Lega rilevazione dopo rilevazione, sondaggio dopo sondaggio.

Ecco il perché di mosse che, all’apparenza, sembrano contraddittorie, schizofreniche, tra loro. Salvini si oppone, infatti, alla mozione di sfiducia individuale depositata dal partito della Meloni contro il ministro alla Salute, Speranza. Fratelli d’Italia, la mozione, se la voterà da sola o al massimo più alcuni ex M5s. "Non metteremo in difficoltà il governo, anche se le nostre critiche al ministro restano in piedi", annuncia il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, anticipando la scelta di Salvini. Eppure, proprio Salvini è tra i più critici, contro Speranza: tra i due vi è stato anche un confronto vis à vis – una settimana fa – che, a tratti, è stato durissimo. Come ripete da giorni il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, uomo pacato e sobrio quanto Romeo è, invece, nervoso, "non vogliamo cambiare ministro, vogliamo cambiare le politiche che persegue". E così, nell’incontro delle forze di maggioranza, padrone di casa il ministro D’Incà, si è deciso che la mozione ‘anti-Speranza’ sarà calendarizzata al più presto, il 28 aprile, per evitare di logorarlo. Ma sempre Romeo ha incrociato le spade, prima nel vertice di maggioranza e, poi, nell’aula del Senato, col Pd e la capogruppo Simona Malpezzi sul ddl Zan, bloccato in commissione Giustizia e da settimane, dal presidente leghista, Ostellari. Romeo ha rinfacciato all’asse Pd-M5s-LeU di "stare lavorando, in aula e in commissione, come se al governo ci fosse Conte. State minando la stabilità del governo con temi identitari e divisivi, contro Draghi e Mattarella!". La Malpezzi ha ribattuto a Romeo per le rime: "Noi vogliamo solo discutere, in commissione, i ddl che sono fermi e calendalizzarli perché il compito del Parlamento non è solo convertire decreti, ma fare le leggi". Sullo sfondo, il duello a destra tra Salvini e la Meloni.