Arnaldo Mussolini (1885-1931) e di spalle il fratello maggiore, Benito (1883-1945)
Arnaldo Mussolini (1885-1931) e di spalle il fratello maggiore, Benito (1883-1945)
Eroi dell’antimafia contro il mentore del Duce. Non ci sarebbe partita, ma per Claudio Durigon, sottosegretario leghista all’Economia, Arnaldo, il fratello minore di Benito, morto a 46 anni per un attacco di cuore, rappresenta la storia di Latina e, quindi, è stato un errore eliminare il suo nome dal parco comunale per sostituirlo con Falcone e Borsellino, i due magistrati uccisi da Cosa Nostra. "Questa è la storia di Latina che qualcuno ha voluto anche cancellare con quel cambio di nome al nostro parco, che deve tornare a essere quel parco Mussolini che è sempre stato. Su questo ci siamo e vogliamo andare avanti": ha annunciato presente anche il leader del Carroccio, Matteo Salvini, intervenuto in città per...

Eroi dell’antimafia contro il mentore del Duce. Non ci sarebbe partita, ma per Claudio Durigon, sottosegretario leghista all’Economia, Arnaldo, il fratello minore di Benito, morto a 46 anni per un attacco di cuore, rappresenta la storia di Latina e, quindi, è stato un errore eliminare il suo nome dal parco comunale per sostituirlo con Falcone e Borsellino, i due magistrati uccisi da Cosa Nostra.

"Questa è la storia di Latina che qualcuno ha voluto anche cancellare con quel cambio di nome al nostro parco, che deve tornare a essere quel parco Mussolini che è sempre stato. Su questo ci siamo e vogliamo andare avanti": ha annunciato presente anche il leader del Carroccio, Matteo Salvini, intervenuto in città per promuovere la raccolta firme per il referendum sulla Giustizia. Sono bastate queste parole a travolgere Durigon il quale tenta ora di difendersi: "Polemica sterile. Mai e poi mai penserei di mettere in discussione il grande valore del servizio prestato allo Stato dai giudici Falcone e Borsellino: ciò non toglie che è nostro dovere considerare anche le radici della città", twitta il sottosegretario. Che aggiunge: "Per me Falcone e Borsellino meritano molto di più di un parco che ad oggi è anche malcurato, però penso che le radici della città di Latina non debbano essere cancellate".

E mentre si incendia la polemica politica, con le richieste di dimissioni dell’esponente leghista dal governo, arriva la replica della famiglia Falcone. "Le parole del sottosegretario leghista lasciano allibiti tanto da credere impossibile che siano state realmente pronunciate. Confidiamo che il presidente del Consiglio e il Consiglio dei ministri prendano le distanze da questa proposta che non merita commenti", dice Maria Falcone, sorella di Giovanni.

Il parco Mussolini di Latina ha cambiato nome ufficialmente nell’estate 2017 assumendo quello di "parco Falcone-Borsellino". Sin da allora, l’iniziativa nel capoluogo pontino aveva portato con sé uno strascico: l’area verde, infatti, era legata da molti decenni al nome del Duce e il centrodestra si era opposto in consiglio comunale a un atto considerato "contro la storia della città".

La polemica sui nomi fascisti di piazze, strade e parchi attraversa tutt’Italia. Il 15 giugno 2018 nel consiglio comunale di Roma fu approvata una mozione di Fratelli d’Italia dove si impegnava l’amministrazione all’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante, fondatore del Msi. Una iniziativa che spinse la sindaca Raggi a intraprendere un radicale percorso toponomastico per cancellare dalla Capitale i segni del Ventennio, almeno dalle targhe. Soppresse le intitolazioni a Donaggio e Zavattari, due firmatari del Manifesto della Razza. Al loro posto, i nomi di due donne (Nella Mortara e Enrica Calabresi) che si opposero alle leggi razziali e furono vittime di discriminazioni.

A Capaci la targa stradale intitolata ad Almirante continua a essere imbrattata da scritte che ricordano il suo passato repubblichino, ma vie intitolate a lui ci sono in molte località della Sicilia: Carini, Mazara del Vallo, Castellammare del Golfo e Castelvetrano. A Saone, frazione del Comune di Tione (Trento) sono in tanti a chiedersi chi abbia dedicato una strada al gerarca fascista Italo Balbo tanto da suggerire una interrogazione al Consiglio provinciale. Mentre a Vairano Patenora, comune dell’alto casertano, via Giuseppe Bottai (una delle colonne del Ventennio, tra l’altro governatore di Roma, di Addis Abeba, ministro delle corporazioni e dell’educazione nazionale) è stata qualche settimana fa battezzata via Giancarlo Siani, giornalista vittima della camorra.