Maurizio Umberto Egidio Coruzzi, in arte Platinette, è nato nel 1955
Maurizio Umberto Egidio Coruzzi, in arte Platinette, è nato nel 1955
Pur di tirarla in lungo, sul ddl Zan contro la omotransfobia, la Lega una ne fa e cento ne pensa. L’ultima è di ascoltare, nelle audizioni che sempre si fanno, quando si discute una legge (questa viene dalla Camera, varata a novembre 2020), non solo il segretario della Cei, monsignor Stefano Russo, ma anche… Platinette. Al secolo Maurizio Umberto Egidio Corussi, classe 1955, Platinette è un noto conduttore radiofonico, televisivo e pure cantante, da anni assai noto, che – persino più della Cei – è contrario al ddl Zan....

Pur di tirarla in lungo, sul ddl Zan contro la omotransfobia, la Lega una ne fa e cento ne pensa. L’ultima è di ascoltare, nelle audizioni che sempre si fanno, quando si discute una legge (questa viene dalla Camera, varata a novembre 2020), non solo il segretario della Cei, monsignor Stefano Russo, ma anche… Platinette. Al secolo Maurizio Umberto Egidio Corussi, classe 1955, Platinette è un noto conduttore radiofonico, televisivo e pure cantante, da anni assai noto, che – persino più della Cei – è contrario al ddl Zan. Ma non basta. La nuova ‘mossa’ e il nuovo duello andato in scena sempre dentro la commissione Giustizia del Senato, presieduta dal leghista Andrea Ostellari (assurto a gloria imperitura perché il cantante Fedez si è scagliato contro di lui, durante il concertone del Primo Maggio), è stata, oltre a quella di ‘allungare il brodo’ con le audizioni di personaggi come Platinette, di abbinare al ddl Zan un testo a prima firma Licia Ronzulli (FI), sottoscritto anche dal senatore Salvini, Paola Binetti (Udc) e Gaetano Quagliariello (Cambiamo!). Un testo che ovviamente non solo vuole ‘cambiare’ il testo del ddl Zan, ma allungare i tempi.

Infatti, se nascesse un nuovo ddl Zan-Ronzulli è evidente che dovrebbe tornare alla Camera per un nuovo esame e che i tempi di approvazione slitterebbero di molto. Pd e M5s, ovviamente, non sono d’accordo con la tattica ‘dilatoria’ della Lega e chiedono al presidente della seconda commissione di palazzo Madama, Ostellari, del Carroccio, di votare al più presto sul congiungimento dei testi. Il presidente nega questa possibilità e scoppia la bagarre. Monica Cirinnà, senatrice dem e nota paladina dei diritti Lgbtq, lascia palazzo della Minerva, dove si tiene la riunione, furibonda. "Il disegno di legge Ronzulli è un testo in antitesi – tuona la senatrice Anna Rossomando (Pd) –. È come se si proponesse in abbinata un testo soppressivo". Il ddl Zan e il ddl Ronzulli "sono due cose diverse. La commissione è stata presa in ostaggio", le fa eco la pentastellata Alessandra Maiorino. "Ma non è finita – promette il senatore dem Franco Mirabelli – Abbiamo chiesto tempi certi". Ostellari, però, se la ride: "I regolamenti esistono per tutelare anche chi non li conosce. Io ho applicato l’articolo 51 del regolamento del Senato e quindi ho congiunto il ddl Zan con il ddl Ronzulli-Salvini, che saranno trattati insieme". Ovviamente, per la Ronzulli, Ostellari "non ha fatto altro che applicare il regolamento". La cosa sicura è che, per ora, si andrà avanti con le audizioni. Sono oltre 120 le richieste presentate dai partiti (70 solo dalla Lega). Campa cavallo.

Ettore Maria Colombo