Lunedì 15 Luglio 2024
NICOLA PALMA
Cronaca

La Santana Gang di Shiva contro i Seven Zoo di Rondo da Sosa: tutte le puntate della faida tra rapper

All’indomani dell’arresto del 24enne Andrea Arrigoni, la ricostruzione degli scontri tra le due crew milanesi

Dai testi che mietono milioni di contatti on line alla vita quotidiana. Dai "Bossoli" cantati, che nel 2019 gli hanno garantito il disco di platino e collaborazioni con Sfera Ebbasta e Marracash, ai bossoli veri, di proiettili calibro 9x21 esplosi la sera dell’11 luglio scorso per colpire due ragazzi.

Andrea Arrigoni, in arte Shiva, arrestato a 24 anni
Andrea Arrigoni, in arte Shiva, arrestato a 24 anni

Andrea Arrigoni, al secolo Shiva, rapper che ha compiuto 24 anni il 27 agosto e che dieci giorni fa ha mostrato ai follower un’ecografia che sembra annunciare l’arrivo di un figlio ("Next prince of Milan"), è solo l’ultimo di una lunga lista di giovani rapper e trapper che continuano a mescolare pericolosamente palco e realtà, in bilico su un filo sottilissimo: tra videoclip con scene di violenza simulata, sfide verbali ai gruppi rivali e vere e proprie faide con aggressioni e agguati.

Ieri Shiva è stato arrestato per tentato omicidio dai poliziotti della squadra mobile: secondo le accuse, avrebbe sparato ad altezza uomo per uccidere Alessandro R. e Walter P., legati al collettivo di San Siro "Seven Zoo" che fa capo al trapper Rondo da Sosa (non coinvolto nell’indagine). Stando alla ricostruzione degli agenti, coordinati dall’aggiunto Laura Pedio e dal pm Daniela Bartolucci e guidati dal dirigente Marco Calì e dal funzionario Domenico Balsamo, quella sera i due fanno irruzione incappucciati nel cortile dello stabile che ospita la casa discografica di Arrigoni (dove gli investigatori hanno sequestrato armi da soft air), al confine tra Milano e Settimo Milanese: è la terza puntata di uno scontro iniziato nelle settimane precedenti con la Santana Gang di Shiva. La scena è ripresa da una telecamera. Appena il rapper scende da una Range Rover con altri tre, R. e P. gli sono addosso; un altro filma con lo smartphone, mentre il quarto complice aspetta fuori su una Jaguar. Arrigoni, però, si aspetta l’imboscata: infila le mani in uno zaino e tira fuori una pistola. I due aggressori fanno dietrofront e scappano: Shiva esplode i primi colpi, nonostante sulla linea di tiro ci siano due dei suoi, coi machete in pugno.

I fuggitivi cercano di raggiungere la Jaguar, ma il rapper li insegue e spara ancora: due ogive verranno ritrovate in una Mercedes, la terza in un bidone della differenziata. R. e P. sono stati colpiti: il primo chiama il 112 per riferire che un proiettile lo ha preso di striscio alla coscia sinistra; il secondo va in pronto soccorso per farsi medicare una ferita alla gamba destra. Tredici minuti dopo la sparatoria, Shiva nasconde la pistola dietro una siepe. Nel corso del sopralluogo, gli agenti troveranno anche undici cartucce e un tubolare di ferro con filettatura, "presumibilmente un silenziatore". Per il gip Stefania Donadeo, che ha escluso la legittima difesa e sottolineato "l’omertà" che ha ostacolato l’inchiesta (le vittime non hanno fatto denuncia), Shiva ha sparato per "uccidere" e potrebbe rifarlo, visto che l’arma non è stata ancora trovata. Negli atti, si dà conto anche di una telefonata del 22 luglio: il rapper dice a un amico di aver saputo che "Taurus" (uno dei due aggressori colpiti) si trova in una nota discoteca ("È da solo, è un ottimo boccone"). Per motivare il carcere, il giudice cita pure un altro episodio. Il 30 agosto, a San Benedetto del Tronto per un concerto, Shiva e il suo gruppo hanno preso parte a una rissa: il ventiquattrenne, in particolare, avrebbe accoltellato alla schiena un uomo, come emerge dal provvedimento con cui il questore di Ascoli l’ha bandito per tre anni.