L’ex premier Giuseppe Conte, 56 anni, è leader ’in pectore’ del Movimento 5 Stelle
L’ex premier Giuseppe Conte, 56 anni, è leader ’in pectore’ del Movimento 5 Stelle
di Elena G. Polidori Più che una rivendicazione, un auspicio. Giuseppe Conte, parlando ieri durante un incontro virtuale con i rappresentanti territoriali del M5s torinese, se n’è uscito così: "Il simbolo è e rimane del Movimento 5 Stelle". "Sicché – ha proseguito – le liste che rappresentano il M5s possono continuare a utilizzare il simbolo per tutte le loro attività". Almeno per il momento, verrebbe da dire. Perché il simbolo non è più di proprietà di Beppe...

di Elena G. Polidori

Più che una rivendicazione, un auspicio. Giuseppe Conte, parlando ieri durante un incontro virtuale con i rappresentanti territoriali del M5s torinese, se n’è uscito così: "Il simbolo è e rimane del Movimento 5 Stelle". "Sicché – ha proseguito – le liste che rappresentano il M5s possono continuare a utilizzare il simbolo per tutte le loro attività".

Almeno per il momento, verrebbe da dire. Perché il simbolo non è più di proprietà di Beppe Grillo, ma dell’associazione che Luigi Di Maio fondò con Davide Casaleggio proprio per ’prendersi’ il M5s. Solo che poi la strada di Di Maio si è divisa da quella di Casaleggio e ora è in corso la guerra di carte bollate dove il figlio del cofondatore è intenzionato a tenersi tutto quel che resta del M5s (statuto, simbolo, iscritti e anche parlamentari espulsi) costringendo Conte a fondare un altro partito con Grillo e quei ’big’ che con lui non hanno mai legato troppo (a parte Di Maio). Lo dice con chiarezza il sottosegretario Carlo Sibilia: "Rousseau? Dobbiamo prendere due strade diverse. Dobbiamo organizzarci con piattaforme alternative. Serve il prima possibile una cabina di regia chiara del M5S". Serve, soprattutto, capire se Conte sarà in grado di strappare a Casaleggio il suo ’tesoro’, a partire dagli elenchi degli iscritti senza i quali la sua investitura a leader non potrà mai avvenire formalmente. Un ritardo che fa crescere l’ansia tra le file dei gruppi parlamentari dove molti (si parla del 20% degli eletti) starebbe aderendo sottobanco al progetto di Casaleggio con Alessandro Di Battista nel ruolo di ’cacciatore di teste’.

Ma in questa guerra di nervi, la questione del simbolo diventa fondamentale in vista delle amministrative di ottobre. Conte, dicono parlamentari a lui vicini, sostiene che la proprietà del logo stellato sia ancora di Grillo, che lo depositò nel 2012 presso l’Ufficio brevetti e marchi del Mise, ma già nel 2009 sempre il Garante aveva provveduto a depositare la versione del logo con la dicitura ‘beppegrillo.it’, che ha rappresentato per anni il simbolo ufficiale del M5s. Cambiato ancora nel 2018, quando la scritta in basso è stata sostituita dalla dicitura ‘ilblogdellestelle.it’. E titolare dell’ultima versione risulta ancora essere l’Associazione M5s, quella fondata da Casaleggio e Di Maio. Un ginepraio davvero difficile da districare.