di Beatrice Raspa Due morti. Uno ritrovato all’alba con vistose ferite su tutto il corpo, sul fondo di una barchina in legno con un fianco sventrato. L’altro ripescato dodici ore più tardi nel lago a 98 metri di profondità, con le gambe parzialmente amputate. È questo il bilancio di un incidente nautico nella notte tra sabato e domenica nel golfo di Salò, centro rivierasco del Garda in estate preso d’assalto dai turisti. Le vittime sono Umberto Garzarella, 37 anni, artigiano del posto, e Greta Nedrotti, 25 anni, studentessa e impiegata in uno studio fiscale, di Toscolano Maderno, a poca distanza. Per i carabinieri e la Procura ci sono...

di Beatrice Raspa

Due morti. Uno ritrovato all’alba con vistose ferite su tutto il corpo, sul fondo di una barchina in legno con un fianco sventrato. L’altro ripescato dodici ore più tardi nel lago a 98 metri di profondità, con le gambe parzialmente amputate. È questo il bilancio di un incidente nautico nella notte tra sabato e domenica nel golfo di Salò, centro rivierasco del Garda in estate preso d’assalto dai turisti. Le vittime sono Umberto Garzarella, 37 anni, artigiano del posto, e Greta Nedrotti, 25 anni, studentessa e impiegata in uno studio fiscale, di Toscolano Maderno, a poca distanza. Per i carabinieri e la Procura ci sono pochi dubbi: Umberto e Greta sono stati falciati mentre erano al largo sulla piccola imbarcazione del 37enne da un motoscafo che dopo essere piombato loro addosso si è dileguato.

Gli occupanti, due turisti tedeschi, sono indagati per duplice omicidio colposo e omissione di soccorso. Nelle scorse ore il pm ha disposto l’interrogatorio. L’attenzione degli inquirenti adesso si concentra sull’accertamento della velocità tenuta al momento dell’impatto, che a giudicare dallo squarcio sul gozzo era sostenuta, e sulla lucidità di chi era al timone, forse annebbiata dall’alcol. "Il problema è che in questi casi non si applica il codice della strada, dunque non sono previste aggravanti", spiega il procuratore Francesco Prete. La vicenda è stata ricostruita nella sua tragicità solo con il trascorrere delle ore, pezzo dopo pezzo. Tutto è iniziato come un giallo. Alle cinque un pescatore ha avvistato nelle acque di Portese, a San Felice del Benaco, di fronte a Salò, la barchetta semidistrutta. A bordo c’era un uomo con lacerazioni varie. Garzarella, titolare con il padre di una ditta di manutenzione caldaie, la Immergas. Il proprietario della barca. Insospettiti dallo scenario, i carabinieri e la Guardia costiera hanno approfondito. E hanno scoperto gli antefatti.

Il 37enne aveva trascorso il pomeriggio in compagnia di amici nella sua Salò dove aveva assistito al passaggio della Millemiglia. Lo spettacolo della sfilata delle auto d’epoca era stato goduto dal lago per sfuggire alla calca. Dopo aver cenato in piazza, alle 22.30 l’artigiano era salpato nuovamente per un giro. Con lui c’era Greta. Della ragazza si erano perse le tracce fino alle 17 di ieri. Poi al culmine di una giornata frenetica di ricerche ad opera dei vigili del fuoco di Salò, impegnati a scandagliare il Garda con i colleghi sommozzatori arrivati da Milano, i volontari del Garda e la Guardia costiera, nel pomeriggio un robot l’ha rintracciata sott’acqua al largo di Portese. Sbalzata nel Garda intorno a mezzanotte, così ritiene chi indaga, da un Acquarama che sembrerebbe appartenere ai turisti tedeschi, rientrati in porto nel cuore della notte con il motoscafo danneggiato, e con segni della vernice del barchino appena falciato, e alcune contusioni.

Tornati sulla terraferma, i due si sono diretti in albergo senza dire alcunché, né denunciare. Il sindaco di Salò Gianpiero Cipani è sgomento: "È un fatto inaudito e senza precedenti. Noi qui impariamo ad andare in barca sin da bambini e mai abbiamo sentito nulla di simile. Umberto è un caro amico di mio figlio, ha la sua stessa età. Non possiamo crederci, siamo sotto choc".