di Antonella Coppari Se tre indizi sono una prova oramai siamo oltre. E la prova che si sta diffondendo un clima incandescente e minaccioso c’è tutta. A farne le spese domenica sera è stato l’infettivologo genovese Matteo Bassetti, uno dei più solerti sostenitori della necessità dell’immunizzazione per debellare la pandemia. Un no vax lo ha inseguito fin sotto casa riprendendolo col telefonino e gli ha urlato: "Ci ucciderete tutti con quei vaccini e ve la faremo pagare". L’aggressore è stato identificato dalla polizia, ma il professore del San Martino – sotto tutela – ha raccontato che non è un fatto isolato: "È da dicembre che ricevo intimidazioni: prima per telefono, io in clinica e mia moglie nell’hotel dove lavora, poi nei giorni scorsi è stato diffuso su Telegram il mio numero e gli insulti sono aumentati esponenzialmente. L’ultima è: “sappiamo dove vivi,...

di Antonella Coppari

Se tre indizi sono una prova oramai siamo oltre. E la prova che si sta diffondendo un clima incandescente e minaccioso c’è tutta. A farne le spese domenica sera è stato l’infettivologo genovese Matteo Bassetti, uno dei più solerti sostenitori della necessità dell’immunizzazione per debellare la pandemia. Un no vax lo ha inseguito fin sotto casa riprendendolo col telefonino e gli ha urlato: "Ci ucciderete tutti con quei vaccini e ve la faremo pagare". L’aggressore è stato identificato dalla polizia, ma il professore del San Martino – sotto tutela – ha raccontato che non è un fatto isolato: "È da dicembre che ricevo intimidazioni: prima per telefono, io in clinica e mia moglie nell’hotel dove lavora, poi nei giorni scorsi è stato diffuso su Telegram il mio numero e gli insulti sono aumentati esponenzialmente. L’ultima è: “sappiamo dove vivi, ti schiacciamo con un tir“. Lo Stato deve tutelare i propri medici. La magistratura deve intervenire: bisogna agire nei confronti di un movimento sovversivo. Questo è terrorismo".

Altrettanto grave l’episodio che si è verificato al Ministero della Pubblica istruzione, dove un certo numero di manifestanti protestavano contro il green pass: un giornalista di Repubblica, Francesco Giovannetti, ha interpellato un manifestante che si rifiutava di parlargli: la situazione è degenerata quando il tizio, resosi conto di essere stato ripreso dalla telecamera contro la sua volontà, è passato alle vie di fatto colpendo al volto il videomaker. Si tratta di un collaboratore scolastico precario di 57 anni: identificato e denunciato, essendo detentore di armi, gli agenti hanno proceduto alla sospensione della licenza. Sarebbero episodi di per se gravi, ma lo sono tanto più perché arrivano subito dopo l’attacco contro un gazebo 5stelle a Milano e dopo gli spintoni a una giornalista di Rainews24, Antonella Alba, durante uno dei cortei no Green pass nella capitale.

Per il Viminale – che nelle prossime ore riunirà il centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori contro i giornalisti, l’elemento più allarmante è che no vax e no Green pass sembrano intenzionati a proseguire su questa strada e, anzi ,a elevare ulteriormente il livello di tensione. Domani è il giorno nel mirino; il primo settembre, come è noto, entrano in vigore le nuove restrizioni legate al passaporto vaccinale, che sarà indispensabile non solo per gli istituti scolastici ma anche per viaggiare. Il popolo no vax è in fermento da giorni, minaccia di bloccare la circolazione ferroviaria. "Non ci fanno partire senza il passaporto schiavitù? E allora non partirà nessuno", il tam-tam sui social. L’appuntamento rilanciato tra Instagram e Facebook prevede sit-in nelle stazioni di 54 città. Una scelta che inevitabilmente rischierebbe di fare esplodere nuovi incidenti. Tutte le forze politiche sia pure con accenti diversi stigmatizzano l’uso della violenza: c’è chi difende i provvedimenti del governo, e chi si limita a condannare le violenze, come Giorgia Meloni e Matteo Salvini, con un occhio rivolto ai no vax: "Invito alla calma. C’è un clima da stadio, pure la stampa è responsabile. Spieghiamo alla gente che i vaccini salvano la vita, ma senza obbligare", dice il leader leghista.

Bisogna ricordare che finora l’Italia è stata una specie di felice eccezione, le polemiche non sono mancate certo, di manifestazioni se ne sono contate parecchie ma a differenza che in quasi tutti i paesi europei ed occidentali le violenze erano sempre state evitate. La nuova stretta però minaccia di importare anche da noi il clima infiammato e spesso violento registrato nei mesi scorsi un po’ ovunque. Al dicastero dell’Interno ne sono pienamente coscienti: la ministra Luciana Lamorgese è consapevole che il prossimo mese, con la riapertura della scuola, con la ripresa piena del lavoro e dunque delle mense farà salire inevitabilmente la febbre. La linea però resta quella equilibrata che sinora ha impedito che si verificassero anche qui gli scontri di piazza delle altre capitali europee. "Il Viminale assicurerà come sempre la libertà di manifestare pacificamente nel rispetto delle regole ma non saranno ammessi atti di violenza e minaccia". Vuol dire, per esempio, che domani nessuno impedirà ai no vax di protestare nelle stazioni. Purché non si avvicinino ai binari.