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3 lug 2022

La furia di russi e ceceni, città rase al suolo

Kiev nega la perdita di Lysychansk rivendicata dagli invasori. Intanto la Bielorussia accusa l’Ucraina: missili contro di noi. Scusa per attaccare?

3 lug 2022
alessandro farruggia
Cronaca
Truppe cecene a Lysychansk (immagine tratta da canale Telegram russo)
Truppe cecene a Lysychansk (immagine tratta da canale Telegram russo)
Truppe cecene a Lysychansk (immagine tratta da canale Telegram russo)
Truppe cecene a Lysychansk (immagine tratta da canale Telegram russo)
Truppe cecene a Lysychansk (immagine tratta da canale Telegram russo)
Truppe cecene a Lysychansk (immagine tratta da canale Telegram russo)

di Alessandro Farruggia

I russi e i ceceni danno per sostanzialmente caduta Lysychansk, l’ultima città dell’oblast di Lugansk in mani ucraine, ma Kiev ribatte: non è vero, ci sono combattimenti durissimi, ma non è neppure circondata.

"Lysychansk è nostra! Siamo nel centro", esulta in mattinata il leader ceceno Ramzan Kadyrov, grande alleato di Vladimir Putin, che però aveva annunciato anche la caduta di Severodonetsk diverse settimane prima che accadesse realmente. Non a caso, gli stessi separatisti filorussi che con il loro portavoce Andriy Marochko riferiscono solo che la città "è completamente circondata" e che "le truppe ucraine non sono in grado di uscirne".

Kiev smentisce pure questo. "I combattimenti infuriano intorno a Lysychansk. Fortunatamente, la città non è circondata ed è sotto il controllo dell’esercito ucraino", ha dichiarato alla televisione ucraina Ruslan Muzychuk, portavoce della Guardia Nazionale Ucraina. Allo stato i russi starebbero avanzando da sud e sarebbero a un paio di chilometri dal centro. Per chiuderla in una sacca dovrebbero avanzare verso nord-ovest di almeno altri 5 km, e ancora non ci siamo.Gli ucraini hanno intanto ripreso Ivanivka, a nord di Kherson, regione dove da giorni stanno avanzando.

I russi continuano ad usare largamente l’artiglieria nel Donbass (a Lysychansk e sull’intera linea del fronte ma anche a Slovyansk, dove i russi hanno lanciato bombe a grappolo uccidendo 4 civili e ferendone altri 7) e altrove. A Mikolayv ad esempio, a Sumy dove in 24 ore sono caduti oltre 270 razzi.

Ieri il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, ha sostenuto, senza portare alcuna prova, che quattro giorni fa l’Ucraina avrebbe cercato di colpire la Bielorussia, ma tutti i missili lanciati sarebbero stati intercettati. "Ci stanno provocando – ha puntato il dito Lukashenko, citato dall’agenzia di stampa bielorussa Belta – Ve lo devo dire, tre giorni fa, forse di più, c’è stato un tentativo di colpire le strutture militari in territorio bielorusso dal territorio ucraino. Ma, grazie a Dio, il sistema antiaereo Pantsir è riuscito a intercettare tutti i missili".

Che l’Ucraina cerchi di provocare l’ingresso in guerra della Bielorussia non è credibile, già le basta e avanza la Russia, ma è invece possibile che Lukashenko usi queste accuse per giustificare un suo intervento a fianco della Russia. "Non vogliamo entrare nel conflitto, ma se ci invadono combatteremo" ha detto all’agenzia russa Tass. Non a caso l’Ucraina si sta attrezzando per un eventuale ingresso di truppe bielorusse nella regione di Leopoli.

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