La campionessa paralimpica Bebe Vio, 24 anni, con Ursula von der Leyen, 62 anni, presidente della Commissione Ue
La campionessa paralimpica Bebe Vio, 24 anni, con Ursula von der Leyen, 62 anni, presidente della Commissione Ue
di Ettore Maria Colombo "Allora si può fare!". Vincere e pure ‘difendersi’. L’elogio in diretta che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha pronunciato nel suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento Ue verso la pluri-campionessa delle Paralimpiadi, Bebe Vio, ha commosso tutti. Ma attraverso quel "si può fare" la von der Leyen parla, in realtà, anche di molti progetti che le stanno a cuore, a partire da una Difesa comune europea, antico sogno dei padri fondatori della Ue, da De Gasperi a Schumann, mai...

di Ettore Maria Colombo

"Allora si può fare!". Vincere e pure ‘difendersi’. L’elogio in diretta che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha pronunciato nel suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento Ue verso la pluri-campionessa delle Paralimpiadi, Bebe Vio, ha commosso tutti. Ma attraverso quel "si può fare" la von der Leyen parla, in realtà, anche di molti progetti che le stanno a cuore, a partire da una Difesa comune europea, antico sogno dei padri fondatori della Ue, da De Gasperi a Schumann, mai realizzato.

Lo stesso ‘sogno’ (riecheggia il "Si può fare!") che coltiva, non troppo distante da Strasburgo, al Quirinale, il Capo dello Stato italiano, Sergio Mattarella, che è tornato a battere lo stesso tasto, quello di una Europa ‘unica’ anche nel settore della Difesa. "Ad aprile – ha detto la von der Leyen, indicando l’alfiere della delegazione paralimpica italiana a Tokio, presente alla seduta – le avevano detto che rischiava di morire, poi è riuscita a vincere una medaglia olimpica".

Von der Leyen ha elogiato la campionessa come "una leader, immagine della sua generazione, da cui trarre ispirazione". "La sua storia è un contrasto delle avversità, che ha raggiunto i suoi risultati applicando il suo credo: se sembra impossibile allora può essere fatto", ha aggiunto la von der Leyen, stavolta in italiano.

Ma il vero, grande, progetto che ha a cuore la von der Leyen – dopo il Next Generation Eu, su cui pure è tornata – è, appunto, l’annuncio di un "vertice con Macron sulla Difesa comune europea", tema su cui "non manca la capacità, ma è mancata la politica". Perché Macron? Perché è sempre stata la Francia, dotata della sua force de frappe, cioè di un arsenale nucleare, a differenza degli altri Stati membri, a opporsi a tale progetto.

Von der Leyen ha poi ricordato che, con Mario Draghi, "c’è una eccellente cooperazione e il piano di Recovery italiano è molto solido", sottolineando che "Avremo bisogno delle sue conoscenze e del suo parere per la ripresa comune europea" (come a dire: ‘tenetevelo lì’).

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inaugurando, al Quirinale, il 26esimo vertice di Arraiolos, che riunisce 13 presidenti e Capi di Stato non esecutivi della Ue, ha dal canto suo di nuovo sferzato la Ue perché "deve cambiare. Non può restare nelle condizioni attuali. Deve trovare una bussola strategica o rischia di venire meno". E il nostro Capo dello Stato ha spronato la Ue proprio a trovare una sua dimensione, riguardo alla politica estera, di difesa e sicurezza comune, altrimenti "l’edificio dell’Ue resterà incompleto". Il suo ‘amico’ e omologo tedesco, Steinmeier, lo ha ringraziato per la leadership di tutti questi anni, dentro la Ue. Un altro, non piccolo, ‘commiato’...