Il direttore della Filarmonica di Berlino, Kirill Petrenko (49 anni), il 20 marzo darà un concerto con mille presenti in sala
Il direttore della Filarmonica di Berlino, Kirill Petrenko (49 anni), il 20 marzo darà un concerto con mille presenti in sala

Giuseppina

La Face

Un direttore osannato, Kirill Petrenko, un’orchestra insuperata, la Filarmonica di Berlino, musiche di Čajkovskij e Rachmaninov. Il 20 marzo un progetto pilota porterà 1000 persone ad assistere in presenza a questo concerto, in una sala che ne tiene il doppio. È la prima volta dal lockdown, marzo 2020. Tutti, anche i vaccinati, saranno testati (gratis) per il Covid. Troppo difficile? No. Il concerto è già sold-out; il successo è assicurato. La musica classica riprende trionfante il suo cammino dal cuore dell’Europa e dimostra la sua potenza: sfida la malattia, la paura, la morte. Indica che la ripresa è possibile, che il bisogno di normalità, da tutti agognato e rincorso, può farsi di nuovo spazio in un mondo ripiegato, sfiduciato, intristito.

Il presidente Biden, affidandosi ai vaccini e alla forza economica, ha indicato nel prossimo 4 luglio il giorno della liberazione dall’epidemia per gli Usa. La Germania, il centro del Vecchio continente, si affida alla forza morale suscitata dalla musica. Ciò è possibile per due ragioni: la musica classica è capillarmente conosciuta e amata nel Paese; il senso tedesco dell’organizzazione è altissimo. Il Paese di Bach, Beethoven, Wagner, Stockhausen mostra che si può ridare voce alle orchestre e ai musicisti. Avverrà anche qui? Si riapriranno le sale da concerto? Risuoneranno presto nei nostri teatri, che il mondo c’invidia, le note di Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Puccini?