Quasi diecimila tifosi dell’Inter assembrati fuori dallo stadio Meazza
Quasi diecimila tifosi dell’Inter assembrati fuori dallo stadio Meazza
Professor Matteo Bassetti, dopo i mega assembramenti nel centro di Milano dei tifosi dell’Inter, lei fu l’unico a dire "è stato un esperimento a cielo aperto, da evitare, ma vediamo come va: sono fiducioso". Dopo tre settimane possiamo dire che non c’è stato il temuto rialzo dei contagi? "Oggi pare evidente che con il continuo calo dei contagi, Milano compresa, non c’è stato nessun rimbalzo, nonostante la presenza di molti positivi visto che il tasso in quei giorni era circa al 3% – risponde il direttore della clinica malattie Infettive del policlinico San Martino di Genova –. Questo conferma che dobbiamo avere cautela, ma...

Professor Matteo Bassetti, dopo i mega assembramenti nel centro di Milano dei tifosi dell’Inter, lei fu l’unico a dire "è stato un esperimento a cielo aperto, da evitare, ma vediamo come va: sono fiducioso". Dopo tre settimane possiamo dire che non c’è stato il temuto rialzo dei contagi?

"Oggi pare evidente che con il continuo calo dei contagi, Milano compresa, non c’è stato nessun rimbalzo, nonostante la presenza di molti positivi visto che il tasso in quei giorni era circa al 3% – risponde il direttore della clinica malattie Infettive del policlinico San Martino di Genova –. Questo conferma che dobbiamo avere cautela, ma all’aria aperta la diffusione del virus non è facile. Se la folla si radunava in un teatro o in un cinema, il bilancio sarebbe stato molto peggiore".

Oggi (ieri, ndr) i tifosi nerazzurri hanno replicato il ‘suo’ test: resta fiducioso tra altre tre settimane?

"Una cosa è certa: per evitare qualsiasi rischio e polemica, gli stadi andavano aperti prima. Noi martedì (domani, ndr) giocheremo la Partita del Cuore a Torino senza tifosi, è assurdo. Siamo alla follia. Non c’è coraggio delle istituzioni".

Si può dire che all’aria aperta non c’è nessun pericolo?

"Il rischio è molto basso, tendente allo zero. Una ragione per cui ho chiesto con forza di levare la mascherina molto prima di luglio".

Alcuni suoi colleghi 21 giorni fa dissero: "La pagheremo cara".

"Altri avevano professato 600 morti oppure che l’Rt si sarebbe moltiplicato. Bisogna darsi una calmata nelle previsioni catastrofiche".

Lei si pente di qualche affermazione fatta?

"Io ho imparato, prima di parlare, a guardare quello che succede in reparto, perché ho un osservatorio privilegiato che è l’ospedale. Il 26 aprile avevo un’occupazione del 35%, con la morsa che si stava allentando. Mi pento solo di aver ’sottovalutato’ la seconda ondata e ho chiesto scusa".

Draghi ha fissato a luglio l’addio alle mascherine.

"Lo Stato è forte e gode del rispetto dei cittadini quando mette in pratica una misura e la fa rispettare. Con le previsioni che parlano di un giugno tra i più caldi della storia, che motivazione scientifica si dà ai turisti che devono indossare la mascherina in spiaggia?".

Dove ha ancora senso tenere la mascherina?

"All’aperto deve diventare facoltativa. Al chiuso, invece, se ci si aggrega in tanti ha senso. Tra 10 giorni saremo uno degli unici Paesi europei con l’obbligo e i turisti non vorranno venire in Italia per questo".

Gli italiani sono spaesati rispetto a questo dispositivo: si vedono persone completamente isolate all’aperto con la mascherina oppure da sole dentro l’auto mascherate.

"Dobbiamo ricostruire la coscienza di popolo. Il terrore del contagio da parte di chi incontriamo per strada non ha senso. Io voglio tornare a vivere in un Paese in cui ci si abbraccia. La politica, con alcune restrizioni, ha sbagliato creando lo stigma dell’altro".

I ragazzi a scuola a settembre, anche se sono vaccinati, dovranno indossare il dispositivo in classe? Ha senso?

"Se il personale scolastico e i ragazzini da 12 anni in su sono stati vaccinati, si può pensare a non usarla. Anche se a settembre avremo 48 milioni di immunizzati, in molti contesti si può togliere la mascherina".