Galeazzo Bignami, classe 1975, siede a Montecitorio nelle fila di Fratelli d’Italia
Galeazzo Bignami, classe 1975, siede a Montecitorio nelle fila di Fratelli d’Italia
di Rosalba Carbutti "Non è benvenuto chi considera la lotta al nazifascismo una goliardata", scandisce dal palco della sala Nilde Iotti della Festa nazionale dell’Unita di Bologna, Maria Pia Pizzolante. La responsabile delle Feste del Pd, in coppia con il numero uno dell’Organizzazione del partito, Stefano Vaccari, firma anche una nota per dire no a Galeazzo Bignami, che era stato invitato a parlare con altri parlamentari di riforme istituzionali il 9 settembre. Il niet al deputato bolognese di Fratelli...

di Rosalba Carbutti

"Non è benvenuto chi considera la lotta al nazifascismo una goliardata", scandisce dal palco della sala Nilde Iotti della Festa nazionale dell’Unita di Bologna, Maria Pia Pizzolante. La responsabile delle Feste del Pd, in coppia con il numero uno dell’Organizzazione del partito, Stefano Vaccari, firma anche una nota per dire no a Galeazzo Bignami, che era stato invitato a parlare con altri parlamentari di riforme istituzionali il 9 settembre. Il niet al deputato bolognese di Fratelli d’Italia è arrivato dopo la polemica sollevata urbi et orbi da sinistra, Sardine e anche qualche esponente del Pd che non ha esitato a definire la scelta del Nazareno "un errore". Il motivo? Una foto che circolò nel 2016 del deputato di Fd’I vestito da nazista a una festa privata. I dem, però, non abbandonano l’idea di "festa plurale": "Giusto estendere il confronto sul futuro delle istituzioni anche alle forze parlamentari più distanti e perciò abbiamo rinnovato al capogruppo Francesco Lollobrigida e a Fd’I l’invito a partecipare al nostro dibattito con un altro rappresentante". Ma un nuovo nome, come prevedibile, a casa Pd non è arrivato. Ma se "chi inneggia al nazismo non è benvenuto", ribadisce Pizzolante a pochi metri dallo stand dell’Anpi dove campeggiano i cartelli ’Viva la Resistenza’, Fratelli d’Italia fa quadrato su Bignami. E ricorda il 2018, quando lo stesso Bignami partecipò a un dibattito con l’ex segretaria dem Debora Serracchiani alla festa nazionale dell’Unità di Ravenna e nessuno mosse foglia. "Bignami fa paura ai vetero comunisti bolognesi. Chissà come se la ride dal cielo suo papà Marcello", dice Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato e senatore di Fd’I. Difesa senza se e senza ma del collega di partito da Giovanni Donzelli, dal vicecapogruppo alla Camera, Tommaso Foti, e dalla deputata Ylenja Lucaselli. Si unisce al coro, il ministro leghista Giorgetti: "Sbagliato escludere Bignami". E c’è già chi punta il dito su un altro relatore del dibattito del 9 settembre: il leghista Igor Iezzi, la cui elezione a deputato venne salutata con favore da Lealtà Azione, gruppo neonazista.

Nell’attesa di capire se ci sarà un secondo round della polemica, a Cesena nella nuova sede di Fratelli d’Italia, subentrati al circolo Pd intitolato a Enzo Biagi, è stato appeso un cartello choc: "A Piazzale Loreto c’è ancora tanto posto". Pronta la replica piccata di Bignami: "Non ci faremo intimidire, ma ci aspettiamo che chi ha contribuito a fomentare questo clima d’odio almeno senta il dovere di condannare questo ignobile gesto".